Sei un lettore appassionato? Ti piace scrivere? Sto cercando proprio te! Cerco collaboratori per il blog. Se sei interessato scrivimi su rosabiancayork@libero.it inserendo nell'oggetto della mail: collaborazione blog. Ti aspetto.

Shirley – Susan Scarf Merrell

Shirley – Susan Scarf Merrell – Nua Edizioni

Shirley. Al centro di questo avvincente romanzo troviamo due importanti figure del panorama letterario: la celebre Shirley Jackson, nota per il racconto La lotteria e per i romanzi L’incubo di Hill House e Abbiamo sempre vissuto nel castello, e suo marito, Stanley Edgar Hyman, critico letterario e professore del Bennington College. Quando un giovane dottorando e sua moglie incinta – Fred e Rose Nemser –, si trasferiscono a casa di Shirley e Stanley nell’autunno del 1964, non tardano a cadere preda del magnetico incantesimo esercitato dai loro ospiti brillanti e anticonformisti.

Mentre Fred è assorbito dai suoi impegni di insegnante, Rose stringe un’improbabile e turbolenta amicizia con l’enigmatica e imprevedibile Shirley. Incuriosita dall’esplosivo matrimonio degli Hyman e inesplicabilmente attratta dall’autrice, Rose intuisce comunque che qualcosa non va… qualcosa che ha a che fare con misteriose chiamate notturne e con l’inspiegabile scomparsa di una delle studentesse del campus. Denso di atmosfera e del fascino sinistro delle opere dell’autrice stessa, Shirley è unelegante thriller che ruota intorno a una delle più grandi autrici horror americane.

RECENSIONE

La Shirley del titolo non è un personaggio di poco conto, si tratta infatti di Shirley Jackson scrittrice attiva dalla fine degli anni 40 alla metà dei 60 (morì nel 1965). La sua notevole influenza è certificata dal fatto di essere considerata (da lui stesso) una sorta di musa ispiratrice di Stephen King.
Soprattutto l’ambientazione nella provincia americana che sotto una sottile patina di serenità e perbenismo nascondeva molto spesso le peggiori nefandezze, è un indubbio punto di collegamento non soltanto fra lei e King ma fra lei e tanta narrativa statunitense che ancora oggi continua a prediligere queste tematiche.
Detto ciò l’interessante romanzo di Susan Scarf Merrell si configura principalmente come un omaggio alla Jackson ma l’autrice non può fare a meno di prendere anche lei di mira la provincia americana, con tutto il suo carico di affettazione, ipocrisia, sempre pronta a giudicare, ad esprimere pareri tranchant sulle persone senza nemmeno preoccuparsi di conoscerle un po’ più approfonditamente.
L’omaggio di Susan Scarf Merrell alla Jackson è palpabile per tutta la durata del romanzo, si tratta di una sorta di dichiarazione d’amore per certi versi unilaterale (e non aggiungo altro per non spoilerare troppo).
Nondimeno è impossibile commentare Shirley senza soffermarsi sull’altra figura fondamentale del libro ovvero il marito Stanley Edgar Hyman, sul loro rapporto certamente complicato, fatto di scontri anche feroci, ma basato comunque su un grande rispetto intellettuale.
Hyman nella realtà sopravvisse cinque anni alla Jackson, si risposò con una donna molto più giovane (compagna di classe della figlia) e dalla quale ebbe un altro figlio dopo i quattro avuti con Shirley.
Entrambi a loro modo carismatici, amavano contornarsi di altri scrittori e nel romanzo questo profumo di cultura si sente a tal punto che è inevitabile non restarne inebriati come accade alla terza protagonista, la giovane Rose Nemser. Rose, che è una figura immaginaria perché il romanzo mescola piuttosto abilmente verità e finzione, si trasferisce insieme al marito per alcuni mesi nella residenza di Shirley e Stanley.
Ma mentre Fred risulta sostanzialmente preso dagli impegni d’insegnante (impegni che non sembrano essere di esclusiva natura didattica, ma anche qui è bene non spoilerare troppo), Rose s’immerge completamente nel mondo della scrittrice restando affascinata dalla personalità di quest’ultima.
Le due donne sono peraltro accomunate da un complicatissimo rapporto con le rispettive madri, nella realtà la Jackson fu profondamente segnata dalla scarsa considerazione che la madre nutriva per lei e molte delle protagoniste dei suoi romanzi rispecchiano fedelmente queste caratteristiche.
Tornando a Rose la ragazza si trova ad essere fortemente attratta anche dal rapporto, quasi di odio amore, che intercorre fra Shirley e Stanley e dalle misteriose atmosfere della casa nonché dalla vicenda di una ragazza scomparsa che pare strettamente collegata ai due coniugi.
Questa scomparsa, unitamente alle opere di Shirley Jackson che spesso fanno capolino nel romanzo e alle atmosfere onIriche che pure lo pervadono, si ripresenta spesso e rappresenta un po’ il legame con la produzione letteraria della Jackson.
Personalmente non credo si possa parlare di Shirley come di un thriller o di un romanzo gotico, o meglio sussistono questi elementi pur senza essere preponderanti.
Come detto Shirley mi è sembrato più un omaggio ad una scrittrice estremamente influente e, seppure non riconosciuta come tale in vita, piuttosto radicata nell’immaginario collettivo americano e non solo
A tal punto radicata che io pur non avendola sostanzialmente mai letta ed avendone solo sentito parlare ho potuto, almeno spero, apprezzare pienamente il valore di quest’opera, giustamente approdata in Italia dopo diversi anni dalla sua pubblicazione.
Like (0)

Poggioreale: l’amputazione dell’anima – Laura Parise

Poggioreale: l’amputazione dell’anima – Laura Parise – Self Published

 

Poggioreale.. La storia vissuta in prima persona dall’Anonimus un ex Assistente capo della Polizia Penitenziaria che prestò servizio presso varie carceri Italiane e soprattutto nella casa circondariale di Napoli Poggioreale, dove l’anima viene amputata, tagliata via, buttata nell’immondizia e fatta marcire. E per sopperire a questa amputazione, non vi sono protesi, non vi sono trapianti, non esiste nulla che possa restituirla. Dove troppo spesso la giustizia lascia la bilancia per imbracciare la spada.

Dentro le mura del carcere, vi è un mondo oscuro dove l’uomo viene inghiottito da quel mostro, con le sue mura cupe, i tristi corridoi, le sbarre alle finestre e alle porte, le sue regole e restrizioni, i suoi abusi e soprusi, dove perde parte della sua condizione umana, e si ritrova alla mercé di chi ha il potere di vita o di morte sulla sua stessa pelle. Tra regole e ordini sbagliati, tra potere e ingiustizie, tra mercenari e corrotti un viaggio alla scoperta di quello che molti sanno e tanti non vogliono vedere.

Recensione

Uno di quei libri che dimostrano come a volta la realtà supera, e di gran lunga, la più amara immaginazione.
Il protagonista è una guardia carceraria che vuole mantenere l’anonimato (e leggendo si comprende il perché di questa scelta), la penna della scrittrice in questo specifico non può che limitarsi a registrare e d’altronde l’argomento è talmente forte che c’è poco da prendere posizione, si può soltanto restare attoniti davanti alla descrizione di certe crudeltà che già col caso Cucchi erano salite prepotentemente alla ribalta.
Il libro è semplicemente il racconto di una serie impressionante di abusi perpetrati ai danni di detenuti di ogni specie, dal piccolo delinquente al boss della malavita organizzata nessuno viene risparmiato.
La difficoltà nel parlare di simili argomenti è data dal fatto che ognuno di noi è portato a pensare che chi delinque deve scontare delle pene e quindi il carcere non può essere una passeggiata di salute.
Purtuttavia uno stato non può definirsi civile quando dei suoi rappresentanti si arrogano il diritto d’infliggere ai detenuti pene corporali o psicologiche che vanno ben al di là di quelle che devono scontare per legge.
Se pure pensiamo ad alcuni crimini orrendi davanti ai quali nessuno può fare a meno di inorridire come ad esempio la pedofilia ebbene credo che neppure questi possano giustificare pestaggi, omicidi mascherati o chissà cos’altro da parte di chi dovrebbe rappresentare la legge.
Ed anche volendo mettere sul piatto della bilancia le reazioni del tutto umane di chi pensa che le vittime di certi crimini potrebbero essere bambini vicini a noi la legge del taglione non può mai essere la giusta panacea.
In definitiva una lettura che sinceramente avrei preferito non fare pur rendendomi conto come ci siano cose che accadono intorno di cui non abbiamo la benché minima contezza e invece è giusto vengano alla luce.
Normale anche come in questi casi qualcuno potrebbe argomentare che in fondo le cose potrebbero essere diverse dal modo in cui veramente riportate nel libro ma la casistica comincia ad essere fin troppo numerosa per non costringerci a riflettere sul fatto che le carceri dovrebbero avere la funzione di educare i detenuti e non quella di portare sul loro stesso piano chi dovrebbe applicare le leggi.
Beh discorso forse fin troppo lungo, complesso, e delicato.
Pareri?
Like (1)

Sabbia nera – Cristina Cassar Scalia

Sabbia nera – Cristina Cassar Scalia – Einaudi

Sabbia nera. Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza.

Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.

Recensione

Piccoli Montalbano crescono, e poco importa se in questo caso il vicequestore è una donna ovvero Vanina Guarrasi.
Ci troviamo a Catania, la sabbia nera del titolo è la pioggia di cenere dell’Etna ed il vulcano è una sorta di coprotagonista silenzioso del romanzo.
Un cadavere mummificato ritrovato in una villa semi abbandonata, un delitto che viene da lontano, un vicequestore che non vuole fermarsi alle apparenze, un commissario in pensione che si porta dietro da anni dei sensi di colpa e che vede in questo ritrovamento l’opportunità di riparare ad un antico torto.
Oltre cinquant’anni sono trascorsi dall’epoca dei fatti ed ovviamente non sarà agevole risalire all’identità della donna uccisa, né tantomeno mettere insieme i tasselli ed i personaggi che a suo tempo hanno ruotato attorno alla storia.
Ma Vanina ed il suo sorprendente braccio destro occasionale, l’anziano ex commissario Biagio Patanè, sono determinati ad arrivare ad alzare il velo che occulta la verità.
Una Sicilia bellissima, e come potrebbe essere altrimenti, dei personaggi di contorno azzeccati e che in qualche modo sembrano richiamare alcuni protagonisti resi immortali da Camilleri, una trama estremamente intrecciata che pare quasi volerti spiazzare ogni volta che pensi di essere ad un passo dal dipanare la matassa.
Sabbia nera è il primissimo episodio di una serie libresca giunta in tre anni a ben cinque romanzi, e già questo mi sembra un segnale non trascurabile specialmente se si è alla ricerca di storie in grado di tenere il lettore sufficientemente incollato alle pagine.
E la penna di Cristina Cassar Scalia centra il suo obiettivo, Sabbia nera alterna momenti leggeri a passaggi dove l’autrice presta maggiore attenzione all’approfondimento dei personaggi.
La stessa Vanina possiamo ritrovarla nei suoi ristoranti preferiti alle prese con i piatti tipici siciliani e magari subito dopo a coltivare una passione sviscerata per vecchie pellicole del cinema italiano, tuttavia non si fa mancare attimi di profonda riflessione sul suo passato, sui dolori che lo hanno contraddistinto, sull’amore che poteva essere e non è stato.
Non deve esser facile prendere Camilleri come punto di riferimento, tutti siamo li pronti come falchi a lanciarci nei confronti, ma credo che la Cassar Scalia abbia le spalle abbastanza larghe per sopportare il peso, e dalla sua ha una terra che sembra fatta apposta per essere narrata nei libri e personaggi che chiedono soltanto di essere descritti e scandagliati nel profondo perché hanno davvero tanto da dire.
Consigliato certamente, una lettura preferibilmente estiva ma nel senso più pieno e nobile del termine perché anche sotto l’ombrellone ogni tanto non è poi cattiva usanza alzare il livello.
Like (0)

Erotic chat novel – Amalia Gioneschi

Erotic chat novel. Amanti 4.0 – Amalia Gioneschi – Eros Cultura

 

Erotic chat novel. Ancora una volta Eroscultura propone la Cultura dell’Eros con questo inusuale testo, che rasenta la letteratura ergodica, che sviscera le dinamiche di un incontro clandestino tra una donna affascinante, una vera femmina Alfa, dalla carnalità dilagante, per troppi anni compressa da famiglia e cultura misogina, insomma, il peggio che possa capitare a una donna, e un uomo sex machine, con dotazione non convenzionale, passione e romanticismo fusi in un contenitore da urlo, non scevro da un narcisismo, arroganza q.b. come direbbe un farmacista. Ma, se lo conosceste, vorrei vedere voi al suo posto!

Il lessico elegante e forbito di questa misteriosa e colta autrice, rendono Erotic chat novel un testo per lettrici e lettori esigenti e preparati. L’autrice, anche nel dipanarsi del romanzo, ha voluto dare lustro alla letteratura erotica, con grave ingiustizia collocata a margine della narrativa, dimenticando quanti testi hanno l’onore di poco meritate pubblicazioni.

Recensione

“Ci sono uomini e donne che, all’apparenza non sono destinati a stare insieme, affermò Amalia mentre si infilava i vestiti,  eppure ci sono amanti che a ogni incontro continuano ad assaporare il gusto di capire chi sono e dove stanno andando, come evolverà la loro clandestinità, continuava a parlare sistemandosi il trucco allo specchio, l’amore ha  milioni di facce tra passioni, tradimenti, on and off, infinite sfumature che ci fanno sognare e che non possiamo confinare a casa tua”.

Credo che in questa citazione ci sia in poche parole spiegato il nocciolo del romanzo. La trama è stata anticipata a inizio recensione e quindi sapete qual è l’argomento, I due protagonisti si conoscono in una chat virtuale, un modo attuale per conoscere e frequentare persone nuove. Diciamo la verità: spesso grazie a uno schermo siamo capaci di essere noi stessi o il contrario, tutto dipende dalla nostra onestà di fondo.

In Erotic chat novel  i protagonisti riusciamo a conoscerli e capirli perfettamente grazie ai dialoghi che esprimono compiutamente caratteri e pensieri. Ai dialoghi da chat si contrappongono i pensieri di Amalia, le sue riflessioni sulla sua vita, sul suo matrimonio, sul rapporto con l’amante, sul lavoro. E’ questa la parte più interessante di questo romanzo, le riflessioni di una donna che superati gli anta inizia a fare un bilancio della propria vita di donna, rendendosi conto che il suo matrimonio le va stretto, il marito poco interessato al sesso la priva non solo del piacere fisico, ma anche di quella carica vitale legata alla sessualità.

Ed ecco che si libera dei sensi di colpa, dei blocchi psicologici e delle inibizioni per iniziare a vivere in piena consapevolezza un rapporto clandestino che la farà sentire viva, appagata, entusiasta come l’adolescente che non è è mai stata, sublimando le  emozioni, vivendo l’eros come la capacità catartica di purificarsi dagli schemi mentali.

E’ un personaggio complesso, ma al tempo stesso molto affascinante, una donna in cui ci si può ritrovare e immedesimare perchè sulla soglia dei cinquanta spesso si iniziano a fare dei bilanci. Amalia ha il coraggio di osare e di mettere in gioco se stessa per ritrovarsi come donna.

E’ lei la protagonista, Ottavio pur essendo l’amante, ha un ruolo marginale. Non suscita grande simpatia, mi è parso poco coinvolto emotivamente e troppo legato all’aspetto più erotico del rapporto. Il classico maschio che pensa solo a quello e poco ad Amalia e a ciò che lei considera importante: l’aspetto affettivo.

L’eros è l’aspetto più libertario del rapporto, quello in cui sono totalmente liberi di esprimere se stessi e gli amplessi descritti sono privi di volgarità, ma ricchi di quello slancio capace di rendere il racconto più coinvolgente.

Lo stile  è elegante, colto, si comprende che la Gioneschi ha un background non indifferente, spesso sono rimasta piacevolmente colpita dall’esposizione delle riflessioni. Decisamente originale Erotic chat novel per l’alternarsi delle parti in chat e delle riflessioni, ha un finale interessante.

Se pensate che possa essere un romanzo erotico capace di dare solo momenti di grande piacere la vostra visione è errata perchè c’è di più, molto di più.

Consigliato a chi cerca un eros privo dei soliti clichè del genere e che ama soffermarsi a riflettere durante la lettura.

Like (1)

Elpis – Serena Palombo

Elpis – Serena Palombo – Self Published

 

Elpis. Zeus non ha messo in conto nemmeno il caos che si è riversato sul mondo, quando ha infranto la legge da lui stesso dettata. L’Olimpo si è macchiato di un crimine. L’equilibrio universale è sul punto di rompersi, così come l’anima fragile di Elpis, lo spirito della speranza che risiedeva sul fondo del vaso. E se questo bene indispensabile svanisse per sempre dal mondo, l’umanità sopravvivrebbe?

Le due fazioni, da sempre rivali, si dichiarano guerra per contendersi il vaso di Pandora. La corsa a chi arriva prima è aperta. Da un lato, i demoni, capitanati da Ade, il cui unico impedimento per ricomporlo e spandere il dominio dei mali, è soltanto Elpis. Dall’altro, Zeus che, con l’aiuto di dee del calibro di Atena deve, al contrario, proteggere a tutti i costi la Speranza e disintegrare i frammenti.

Attraverso gli occhi dei personaggi, vivi la storia a base di mitologia, amore, amicizia, rivelazioni inaspettate e lingue arcane da decifrare. Diversi punti di vista, ma un unico grande filo che li lega.
C’è chi vuole solo cambiare vita, evadere dal monotono paesino di Dawel City per intraprendere una nuova avventura all’Eun Gorm Institute. Chi, invece, è stato scelto per portare a termine una missione, ma dovrà fare i conti con i sentimenti innaturali che metteranno in discussione la lealtà giurata.
Dal mondo soprannaturale a quello umano, niente è come sembra e tutto può essere riscritto, anche il destino irreversibile.
Tutto può essere stravolto, persino la credenza che solo il bene sia in grado di sconfiggere il male.

 “Zeus si premette il palmo sulla fronte, celando gli occhi. «Il vaso avrebbe dovuto perdere ogni tipo di potere dopo il compimento della missione di Pandora!» Batté un pugno sul bracciolo del trono. «Si sarebbe dovuto autodistruggere. Eppure, nonostante non fosse più integro, qualcosa ha fatto sì che riacquistasse la sua magia originaria. I frammenti potrebbero trovarsi in qualsiasi parte del mondo, adesso. Io stesso non avevo messo in conto questa possibilità.”

Recensione

Fantasy ben scritto ed estremamente scorrevole a fronte di una trama apparentemente complessa ma che, come spesso avviene, lo è soprattutto nella sinossi del romanzo.
Basterà semplicemente iniziare la lettura e verremo trasportati in un mix dove avventure avvincenti e una storia d’amore impossibile si alterneranno senza un attimo di respiro fino all’epilogo assolutamente non scontato.
Elyon, la protagonista, è una ragazza come tante, ha rapporti complicati con i suoi genitori, sogna di studiare in uno dei tanti istituti cui ha fatto domanda, ama la mitologia ma anche dipingere.
Una delle domande viene accettata e nel momento in cui varca la soglia dell’istituto conosce, fra gli altri, Solomon e l’incontro le cambierà la vita.
Solomon è un ragazzo un po’ insolito, misterioso certamente, ma fin da subito sembra tenere ad Elyon in modo particolare e soprattutto riesce a farsi trovare sempre pronto nei momenti dil maggior bisogno della ragazza.
Ma chi è davvero Solomon? E perché Elyon dal momento del suo ingresso nell’istituto pare essere oggetto delle attenzioni (non sempre buone) di molti colleghi di studio?
I due giovani si troveranno ben presto al centro di una lotta fra il bene e il male dove tutti (buoni e cattivi) si affannano alla ricerca di Elpis, la Speranza, principale protagonista del romanzo.
La tensione non scende mai, anche nelle parti maggiormente caratterizzate dalla storia d’amore (anzi in quelle ancora di più) non c’è un attimo di respiro e l’autrice, benché esordiente, riesce a navigare brillantemente nelle acque, sempre perigliose, del romanzo di lunga durata.
A suo ulteriore merito le va riconosciuta l’indubbia capacità di esser riuscita a creare due personaggi intensi e definiti, ben lontani da quelli bidimensionali che, ahinoi, troppo spesso pullulano nei romanzi fantasy.
Da leggere e non soltanto per offrire una chance ad una scrittrice esordiente, che è comunque sempre un motivo valido quando, come in questo caso, scrive bene.
Si tratta di una storia interessante, dove per una volta la mitologia greca viene approfondita in modo non fumettistico, gli stessi dei non vengono rappresentati superficialmente, ed è tra l’altro un’occasione per conoscere risvolti relativi al vaso di Pandora probabilmente non noti a tutti.
Like (1)

La vita ostile – Raffaele Mutalipassi

La vita ostile – Raffaele Mutalipassi – Self Published

 

La vita ostile. Interessante autobiografia che mi sembra possa sostanzialmente suddividersi in due parti, nella prima l’autore racconta la sua difficile infanzia, i complicati rapporti col padre, il sogno di diventare un calciatore, un’iniziale scarsa applicazione nello studio cui farà seguito il desiderio di realizzarsi, e infine la laurea.
Nella seconda parte a recitare un ruolo preponderante sono le molteplici esperienze lavorative all’estero, le scelte molto spesso di totale rottura col passato nonché gli innumerevoli rapporti sentimentali che inevitabilmente finiranno per risentire della sua volontà di restare un eterno cane sciolto, a livello lavorativo ma anche personale.

Vengono passate in rassegna tutte le decadi dal 50 ad oggi, scandite in molto casi dai mondiali di calcio (il calcio è un elemento fondamentale nella vita dell’autore) e che giocoforza finiscono per suscitare anche in chi legge ricordi venati di nostalgia, malinconia e quant’altro.

Sorprende ne La vita ostile, e resta impressa nella mente, la forza di un uomo che ha voluto affermarsi, darsi degli obiettivi e raggiungerli, andare in qualche modo oltre e compiere tutto ciò non fermandosi mai, non mettendo mai radici, senza paura dei cambiamenti e senza voltarsi troppo indietro.
Una vita indubbiamente piena, per molti versi appagante anche se forse non consigliabile a tutti.
La generazione nata nel dopoguerra, quella che ha vissuto in prima persona la ricostruzione, il periodo del boom economico ha anche sofferto più di ogni altra la perdita dei valori che ne è conseguita.
Tuttavia non credo sia mai agevole la scelta di abbandonare il paese dove si è nati per inseguire i propri sogni all’estero, massimo rispetto per tutto il percorso compiuto dallo scrittore ma anche l’impressione che servisse un pelo sullo stomaco non comune per effettuarlo.

Leggendo le sue parole, soprattutto le riflessioni finali, ho avuto come la sensazione che il peso di ciò che ha dovuto inevitabilmente lasciare indietro non sia stato semplice portarlo sulle spalle.

Però, e non posso che ripetermi, tanto tanto rispetto, quando dal nulla si costruisce cosi tanto, e soprattutto con una vita che sembra divertirsi a disseminare ostacoli sulla tua strada, l’unica parola possibile è chapeau.

P.S.

Da segnalare un’interessante galleria fotografica all’interno de La vita ostile che ripercorre un po’ tutta la vita dell’autore con una foto inserita alla fine di ogni capitolo.
Like (2)

La baronessa di Monteluco – Marisa Di Bello

La baronessa di Monteluco – Marisa Di Bello – Les Flaneurs Edizioni
La baronessa di Monteluco. Lucrezia è la baronessa, una giovane donna dal passato misterioso che brama una vita nuova.  Si è trasferita a Roma dalle campagne assolate tra la Puglia e la Basilicata, conduce un’esistenza riservata dedicandosi all’insegnamento e al volontariato. Lontana dalla mondanità e dalla vivacità della vita cittadina, ha come unico punto di riferimento la cugina Eleonora sua amica e confidente.
Ha appena lasciato il monastero dove per molti anni ha condotto una vita dedicata alla preghiera e alla clausura.
Inaspettatamente ricompare Pietro e con lui il ricordi di un amore tormentato e impossibile che getta ombre nel suo presente, riaprendo ferite mai rimarginate.
Fa da sfondo la storia del primo novecento con gli avvenimenti che portano allo scoppio della Grande Guerra prima e gli albori del fascismo poi.
Una descrizione storica molto accurata accompagna il lettore tra le pagine di questo romanzo restituendo un’immagine vivida di un’epoca ricca di avvenimenti e stravolgimenti sia sul piano politico che sociale.
Ma la Baronessa di Monteluco è soprattutto una storia che vuole mettere in evidenza la condizione femminile in questo scorcio di secolo.
La storia di una donna che vuole sfuggire ai canoni della società dell’epoca che assegna ruoli prestabiliti, decisi dalle famiglie e spesso subiti. Una donna che vuole poter scegliere e essere padrona della propria vita in un processo di autodeterminazione che passa attraverso momenti di grande sofferenza, ma soprattutto di speranza.
La scrittura è molto curata anche se a tratti risulta eccessivamente descrittiva e rischia di appiattire la narrazione. Una scrittura che racconta anziché mostrare. È comunque una piacevole e interessante lettura per gli amanti del romanzo storico e non solo.
Like (2)

Andy Warhol – Enrico Pitzianti

Andy Warhol – Enrico Pitzianti – Diarkos

 

Andy Warhol fu un artista rappresentativo per l’epoca in cui visse, fu molto apprezzato, la fama e il successo lo circondarono contribuendo a renderlo un divo, sebbene la sua breve vita fu dominata da ombre quali le sofferenze infantili, la solitudine e l’emarginazione dovuta alla sua omosessualità.

Questo libro ci permette di guardare l’arte di Andy Warhol unendo l’aspetto culturale a quello sociale, economico e politico. Ecco quindi un esame della realtà dell’epoca nella sua complessità.

Andy Warhol nacque a Pittsburgh il 6 agosto 1928, i genitori erano dei migranti con una notevole differenza d’età. Non era un periodo fortunato per la povertà imperante e la Grande Depressione che stava per giungere. Il suo carattere sensibile gli creò molti problemi. Fu il suo talento e l’inizio della produzione delle lattine Campbell in serie a far emergere l’artista, si inizia a parlare di lui ed ecco arrivare la fama.

Grazie a questo libro ho potuto iniziare a vederlo sotto un aspetto che non conoscevo, infatti oltre ad ammirare l’artista, ho potuto capire che fu un’icona del suo tempo, un uomo di moda che utilizzava la serialità nell’arte, creando un’industria della stessa utilizzando il lavoro altrui che non pagava e le idee degli altri che  invece pagava per creare nuovi lavori. Il bello è che lo raccontava senza alcuna vergogna.

La serialità come un brand, Andy Warhol comprese che le immagini fanno parte di un “minestrone simbolico” non solo Mao Tze Dong, Marilyn Monroe o Lenin, anche la Gioconda di Leonardo fu soggetto di smitizzazione con la riproduzione in serie e fu il simbolo di tutti i temi che caratterizzarono la sua arte: il divismo, il potere dei volti, la celebrità, i  soldi, la serialità, il simbolismo.

Fu interessato anche all’arte cinematografica e girò alcuni film, si dichiarò appassionato di questa tecnologia, profetizzando che la televisione avrebbe superato il cinema e che la facilità nel girare video in futuro avrebbe potuto essere utilizzata per spiare le persone diventando il media delle masse.

Anche la musica rientrò nei suoi interessi, basti pensare a quanto accadde ai Velvet Underground che devono a lui il successo che ebbero grazie alle sue intuizioni. Ne possiamo dimenticare di citare il famoso album con la banana in copertina creata da lui che costituisce un’icona pop.

Non dimentichiamoci infine del famoso: “in the future everyone will be the world – famous for 15 minutes” (in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti. Questa espressione divenuta celeberrima è utilizzata ancora oggi, basti pensare ai social con i video che trasmettono ciò che accade nelle nostre vite, rendendoci protagonisti di quei pochi minuti di celebrità.

Una biografia interessante che ha analizzato bene un protagonista dell’arte facendoci comprendere la sua modernità e la sua capacità di prevedere il futuro delle arti visive con un occhio lungimirante. Un must per chi vuole conoscere gli aspetti sociologici, più che artistici, di un uomo che ha influenzato l’arte a venire.

Like (2)

Audace – Carmen Weiz

Audace – Carmen Weiz – Edizioni Quest

 

 

Audace. Ultimo capitolo delle Swiss Stories, questo terzo capitolo della trilogia è quello che mi è piaciuto maggiormente. Merito dei suoi protagonisti Oliver e Leonie (la dottoressa Werni dei romanzi precedenti), che con i loro comportamenti, gesti, parole, sono riusciti a rendermi partecipe delle loro emozioni. Mi hanno coinvolta empaticamente nei loro pensieri e parteggiavo ora per uno, ora per l’altra senza avere una preferenza in particolare.

Già durante la parte finale di Mistificami ( clicca qui) avevo notato un “avvicinamento” tra i due subodorando qualcosa, ma aspettavo una conferma che è arrivata puntualmente con l’inizio del nuovo romanzo. I due si ritrovano dopo che Oliver viene ricoverato in ospedale, all’inizio i rapporti tra i due non sono dei migliori: lui è prevenuto nei confronti dei dottori per motivi riguardanti la sua salute, lei è distaccata, dedita al lavoro e  vede Oliver come un ragazzino irresponsabile.

Saranno delle ferie forzate a cui dovrà sottostare Leonie a cambiare le carte in tavola facendo nascere un rapporto amichevole prima e affettuoso poi. Piano piano tra incomprensioni e divergenze caratteriali riusciranno a raggiungere una tregua. Sembra che le cose si stiano incanalando nella giusta direzione, ma…non svelo altro.

In  Audace Oliver è tratteggiato meglio, scopriamo il lato vulnerabile di questo ragazzo bello, simpatico e sfrontato. Scoprire il dolore vissuto nel passato lo rende più umano e fragile. Leonie si nasconde dietro la corazza di dottoressa intransigente e dedita al lavoro, ma anche lei nasconde insicurezze mai rivelate.

Due fragilità che si incontrano e che riusciranno con difficoltà a trovare il giusto equilibrio in una relazione un pochino traballante. Non meno significativa è la parte thriller di questa storia che Weiz ha saputo elaborare molto bene, creando uno psicopatico molto credibile.

Indubbiamente i capitoli in cui questo personaggio parla sono dei deliri psicotici d’onnipotenza, tipici di chi ha grossi problemi psichiatrici. Questa figura che avevamo già incontrato in Mistificami la ritroviamo qui e garantisco che certe descrizioni agghiaccianti non mi hanno lasciata indifferente.

Un perfetto connubio tra romance e thriller Audace, che ha reso la storia molto interessante. Lo stile di Carmen sempre chiaro e scorrevole, ancora una volta mi ha convinta facendo di questo romanzo un piccolo giallo.

Il cerchio sui tre protagonisti (che qui scopriamo in una splendida illustrazione)più la Werni si chiude qui. Sono curiosa di scoprire le altre storie che l’autrice ha scritto come spin-off di quelle principali. Non fatevi sfuggire questo romanzo.

Like (2)

Buffone e bastardo – Rafael Téllez Romero

Buffone e bastardo. Un nano alla corte di Filippo IV di Spagna – Rafael Tellèz Romero – Self Published

Buffone e bastardo. Romanzo storico abbastanza atipico in primo luogo per una certa leggerezza che lo contraddistingue, e sebbene le tematiche affrontate siano poi tutt’altro che leggere.

Il protagonista della storia è Don Diego de Acedo, uno dei nani immortalati da Diego Velasquez, e peraltro nel libro ne compaiono altri.
In quel tempo la funzione dei nani a corte era sostanzialmente quella di strappare due risate dettate dalla loro conformazione fisica, difficilmente questi personaggi riuscivano ad acquisire una dignità superiore.
Diego si differisce da loro prima di tutto per il grado di cultura di gran lunga superiore alla media, cugino del Re Filippo IV di Spagna non di rado si lancia in dissertazioni in latino col sovrano.

Inoltre il suo lavoro a corte non è certamente quello del buffone ma svolge importanti ruoli di cancelleria timbrando documenti e arrivando persino, in qualche caso sporadico a dare dei suggerimenti al Re.

Ad un certo punto addirittura abbandona il lavoro di segreteria per operare sul campo dimostrando doti di strategia ben superiori a quelle dei comandanti preposti ad occupare posizioni di rilievo durante le battaglie.

Riuscire ad andare oltre luoghi comuni duri da abbattere, mostrare il proprio valore e palesare capacità che vanno ben al di là di quelle canoniche dei buffoni di corte.

Sarà in grado Diego di perseguire i suoi obiettivi?

Basterà leggere questo coinvolgente romanzo per ottenere la risposta.

Che dire, è forse proprio nel suo essere romanzo storico atipico, anche nello stile, che risiede l’indubbia capacità

attrattiva di Buffone e bastardo.

Ogni periodo storico ha le sue caratteristiche, ogni personaggio, a qualsiasi categoria appartenga, è legato ad alcuni stereotipi ed i nani non sfuggono a questa regola. Il nano, quasi per definizione oltre che per conformazione fisica, deve suscitare ilarità, il nano che inciampa e cade fa ridere quasi automaticamente come è spiegato nel romanzo.

Alla luce di tutto ciò appare ancora più interessante il tentativo di Diego di poter in qualche modo sovvertire i cliché, la sua lotta per distinguersi, per elevarsi dalla posizione di buffone di corte ed infine assurgere, attraverso l’intelligenza o per mezzo delle abilità strategiche, a posizioni che gli competono e che ingiustamente gli vengono negate a causa di luoghi comuni legati all’aspetto fisico.

Lettura interessante Buffone e bastardo, da segnalare, come accennato, lo stile che è si narrazione in prima persona ma non di rado l’io narrante varia mostrandoci la storia da punti di vista differenti.

Consigliato a tutti quello che non disdegnano le variazioni sul tema, sia pure in un genere letterario che ha schemi molto radicati ma, insomma, non di sole consuetudini vivono i lettori.

 

 

Like (2)
error: Questo contenuto è protetto!