Che il libeccio faccia il mio gioco – Luisa Aliotta

Che il libeccio faccia il mio gioco – Luisa Aliotta – Mazzanti Libri

 

Che il libeccio faccia il mio gioco. Ludovica De Broca scrittrice di scarso successo, decide di confinarsi volontariamente fra le alpi piemontesi, alla ricerca dell’ispirazione per il suo prossimo romanzo, guardando unicamente da una finestra la vita “vera” che di fatto, non vuol vivere. Poiché, considera quest’ultima fasulla rispetto al mondo introspettivo che legge unicamente dai libri, quindi cerca in ogni mondo di riscrivere la sua esistenza a priori, sulla base di ciò che vede e sente, senza considerare le reali volontà degli altri. L’attrito col mondo avverrà quando innamoratasi di una giovane guardia, comprende i limiti della sua sensibilità al limite con la follia. (altro…)

Miss Winter in biblioteca con un coltello – Martin Edwards

Miss Winter in biblioteca con un coltello – Martin Edwards – Newton Compton

Miss Winter in biblioteca con un coltello. Sei persone in un momento di difficoltà professionale, e in qualche modo legate al mondo della scrittura, sono state invitate dalla misteriosa Fondazione Midwinter a partecipare a un gioco speciale in occasione del Natale. La sfida sembra semplice ma entusiasmante: risolvere il finto omicidio di una scrittrice di gialli in un villaggio remoto nei Pennini del Nord per aggiudicarsi un premio che cambierà per sempre il destino di uno di loro. Sei membri dello staff dell’enigmatica Fondazione sono lì per assicurarsi che tutti seguano le regole. I concorrenti sono stati meticolosamente selezionati, ma la prudenza non è mai troppa. E con il villaggio che sta per essere isolato da una tempesta di neve, è importante rimanere vigili: gli enigmi da risolvere e il clima rigido, infatti, potrebbero mettere a dura prova la lucidità dei concorrenti. È tutto pronto per cominciare, ma giocare secondo le regole non è nella lista dei desideri di tutti i partecipanti… (altro…)

Andarsene – Roxana Robinson

Andarsene – Roxana Robinson – Fazi

Andarsene. La storia d’amore tra Sarah e Warren, ai tempi del college, è finita in un attimo, quasi senza motivo. Decenni più tardi, quando, ormai sessantenni, si incontrano per caso in un teatro di New York, la passione tra loro si riaccende, dando vita a un amore travolgente e del tutto inaspettato che li costringe a rimettere in discussione ogni cosa. Dopo la fine della loro relazione giovanile entrambi si sono sposati, hanno messo su famiglia e hanno fatto carriera. Ora Sarah è divorziata e vive fuori New York, mentre Warren è ancora sposato e vive a Boston. L’incontro provoca in Sarah un improvviso risveglio, facendola sentire viva per la prima volta dopo molto tempo. Tuttavia, la donna esita a reclamare una possibilità d’amore dopo il doloroso divorzio e i lunghi anni in cui ha organizzato la sua vita intorno ai figli e al lavoro. Warren non ha le stesse riserve: è pronto a mettere fine al suo matrimonio, ma teme la reazione della moglie e della figlia. Quando la loro relazione si trova davanti a un bivio decisivo, Sarah e Warren devono confrontarsi con le responsabilità morali del loro amore verso le proprie famiglie e verso l’altro. Quali rischi saranno disposti a correre per stare ancora insieme? (altro…)

Tanta ancora vita – Viola Ardone

Tanta ancora vita – Viola Ardone – Einaudi

Tanta ancora vita. Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare. Vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. Quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con Irina, che ha letto Dante e parla italiano come un poeta del Duecento. Il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. Poi, quando il padre di Kostya è dato per disperso, Irina torna nel suo Paese a cercarlo. D’impulso, Vita decide di raggiungerla, per aiutarla. Tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi. (altro…)

Le anime di Napoli

 

Napoli è una delle città più raccontate della letteratura italiana, eppure continua a sfuggire a ogni definizione definitiva. Ogni autore che la attraversa — fisicamente o simbolicamente — ne restituisce un volto diverso, come se la città fosse un prisma che cambia colore a seconda dell’angolo da cui la si osserva. È una città che non si limita a fare da sfondo: entra nei romanzi come una presenza viva, capace di influenzare i personaggi, deformare le percezioni, amplificare i conflitti.

Nella narrativa, Napoli oscilla costantemente tra mito e realtà, tra luce e ombra, tra quotidianità e leggenda. È un luogo dove la storia convive con il presente, dove la bellezza non cancella la ferita e la ferita non annulla la vitalità. Per questo gli scrittori la trattano spesso come un personaggio: dotata di voce, memoria, umori, e soprattutto di una propria etica.

A seconda dello sguardo narrativo, Napoli può diventare:

– un teatro emotivo, dove passioni e tragedie si amplificano;
– un labirinto morale, in cui la verità si nasconde dietro mille versioni;
– un sistema di potere, che modella destini individuali e collettivi;
– un luogo di resistenza, dove la vita quotidiana si reinventa continuamente;
– un territorio simbolico, carico di stratificazioni culturali e immaginative.

In questo articolo esplorerò come diversi autori hanno interpretato la città, mettendo a confronto le loro visioni e analizzando come Napoli diventi, di volta in volta, specchio, motore o antagonista delle vicende narrate.

Napoli a confronto: 

🌊 1. Sirene senza enigmi – Mariano Rizzo

Napoli come organismo morale, non come spettacolo.

– La città è sobria, osservante, quasi silenziosa.
– Non c’è folclore, non c’è estetizzazione del degrado, non c’è la Napoli “da cartolina”.
– È una città che nasconde, che “trattiene” informazioni, che crea un clima di ambiguità.
– L’indagine si intreccia con la città perché Napoli è un campo magnetico emotivo, non un teatro.

È una Napoli intima, fatta di sguardi, di strade che non si aprono subito, di verità che si rivelano solo a chi sa ascoltare.

 

 

🔥 2. Gomorra – Roberto Saviano

Napoli come sistema di potere.

– Qui la città è esposizione, non sottrazione.
– Saviano mostra una Napoli spogliata, resa trasparente fino all’osso, dove ogni quartiere è un ingranaggio di un meccanismo criminale.
– La città non è ambigua: è spietatamente esplicita, quasi documentaria.
– Dove Rizzo suggerisce, Saviano denuncia.

 

🎭 3. Il senso del dolore – Maurizio de Giovanni (I Bastardi di Pizzofalcone / Commissario Ricciardi)

Napoli come teatro emotivo e melodico.

– De Giovanni dipinge una città sensuale, musicale, tragica, dove ogni vicolo ha un’anima.
– La città è sentimento, quasi un personaggio lirico.
– Le atmosfere sono più calde, più dense, più “visibili” rispetto alla Napoli di Rizzo.
– L’indagine si intreccia con una città che partecipa emotivamente ai destini dei personaggi.

 

🌑 4. La compagnia delle anime finte – Wanda Marasco

Napoli come memoria e ferita.

– Marasco costruisce una Napoli viscerale, fatta di traumi, genealogie, voci del passato.
– La città è un corpo ferito, un luogo che conserva dolore e lo trasmette.
– L’atmosfera è più cupa, più poetica, più stratificata.

 

⚖️ 5. La paranza dei bambini – Saviano 

Napoli come adolescenza deviata.

– Qui la città è veloce, brutale, giovanissima.
– È un ambiente che plasma i personaggi con una forza quasi biologica.
– La città è un acceleratore narrativo, non un filtro.

 

| Sirene senza enigmi | Ambigua, silenziosa, morale | Più sobria e meno spettacolare |
| Gomorra | Sistema di potere | Più esplicita, più violenta |
| Il senso del dolore | Teatro emotivo | Più melodica e sentimentale |
| Marasco | Ferita e memoria | Più poetica e più cupa |
| Paranza | Adolescenza criminale | Più rapida e brutale |

Questa pluralità di rappresentazioni non è un limite, ma la prova della sua complessità narrativa. Napoli non è mai univoca: è un campo di forze, un crocevia di tensioni, un paesaggio che cambia a seconda di chi lo guarda. Ed è proprio questa capacità di trasformarsi che la rende un laboratorio privilegiato per il romanzo contemporaneo, soprattutto quando si parla di gialli, noir e storie di indagine.

Valeria Lorusso

Il nido del corvo – Piergiorgio Pulixi

Il nido del corvo – Piergiorgio Pulixi – Feltrinelli

Il nido del corvo. Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione. È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro. Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell’anima umana. Il nido del corvo è il big bang di un universo narrativo in espansione, nelle cui pieghe si muovono anche i personaggi del precedente romanzo, La donna nel pozzo. Ogni libro diventa il tassello di un mosaico più grande, racconto di un mondo che svela connessioni segrete, inaspettate, imprevedibili, ma che rapisce e cattura ugualmente chi vi entra per la prima volta, inaugurando un viaggio nella crime fiction di cui sentiremo parlare nei prossimi anni. Era l’Artista. A caccia della vittima perfetta. (altro…)

I rimedi del dottor Aiace Debuchè – Andrea Vitali

I rimedi del dottor Aiace Debuchè – Andrea Vitali – Garzanti

I rimedi del dottor Aiace Debuchè. Chiuso nel retrobottega della farmacia che ha da poco acquistato a Bellano, il dottor Aiace Debouché sta facendo i suoi conti e le sue valutazioni. È una sera di febbraio del 1920, ovattata dalla neve copiosa che ha imbiancato le rive del lago e coperto il paese di una coltre immacolata. Il risultato delle analisi del dottore appare quanto mai eloquente, ma la causa un po’ meno. Forse bisognerebbe indagare sulla scarsa varietà dell’alimentazione dei suoi nuovi concittadini, oppure verificare la presenza di una tara genetica che si tramanda di generazione in generazione; sta di fatto che data la frequenza con cui vengono richiesti alcuni tipi di farmaci è evidente che il malessere più diffuso in paese è la stitichezza. E lui, uomo di scienza dalle robuste ambizioni, si sente perciò investito del compito di trovare un rimedio potente e infallibile. Ma per il dottor Debouché l’arrivo a Bellano non riserva solo peculiarità di tipo sanitario. Vi trova una comunità con le proprie gerarchie, i propri riti e una spiccata tendenza al pettegolezzo. E anche la squisita mostarda del droghiere Vespro Bordonera, che oltre a vendere prelibatezze ha una figlia in età da marito che è un vero gioiello. Vuoi perché Virginia è davvero una bellezza, educata in Svizzera e con velleità di un matrimonio di livello, vuoi perché il Debouché è un ottimo partito e il migliore sulla piazza, l’incontro tra i due sembra già scritto dal destino. Solo che stavolta il farmacista scienziato i conti non li ha fatti con la dovuta accuratezza, soprattutto con sé stesso e con certi problemi che si trascina fin dalla giovinezza. Con “I rimedi del dottor Aiace Debouché” Andrea Vitali ci reimmerge nel cuore del suo mondo letterario, popolato da personaggi inimitabili e involontariamente comici. L’intreccio delle vicende mette in scena l’imprevedibilità della vita, le sue impensabili coincidenze e le inaspettate vie di fuga che gli abitanti di quella sponda del lago sanno inventarsi per fronteggiare gli eventi. (altro…)

Gli assassini dell’alba – Michel Bussi

Gli assassini dell’alba – Michel Bussi – E/O

Gli assassini dell’alba. A Guadalupa si verificano degli strani omicidi: tutti seguono uno schema definito, come se fosse un rituale mistico. L’ispettore Kancel e i suoi assistenti cominciano una corsa contro il tempo per fermare l’assassino: un’indagine in cui i confini tra magia nera e macchinazione diabolica si confondono.
Maestro dell’illusione e della manipolazione, Michel Bussi torna con un thriller coinvolgente e affascinante.
Guadalupa, dipartimento francese delle Antille, un paradiso tropicale di fondali marini, spiagge incantevoli e foreste lussureggianti. Un paesaggio da sogno scosso brutalmente dall’omicidio di un ricco costruttore, trafitto da una fiocina di fucile subacqueo e ritrovato sulla Scala degli schiavi, luogo simbolo dell’isola. Per il comandante di polizia Valéric Kancel è l’inizio di un incubo: insieme ai suoi assistenti, si lancia alla ricerca di un assassino che sembra non lasciare tracce se non intenzionalmente simboliche. Un serial killer che agisce sempre con lo stesso rituale e che a quanto pare sa molte cose di lui, di Valéric. Gli omicidi si susseguono, le indagini ristagnano. L’unico che sembra saperne qualcosa è il vecchio Évariste, per molti un ciarlatano, per molti altri un mago. Magia nera o macchinazione diabolica? Per il comandante Valéric Kancel e i suoi due collaboratori comincia allora una corsa contro il tempo in un’isola sull’orlo del caos. (altro…)

Le figlie del pittore – Emily Howes

Le figlie del pittore – Emily Howes – Neri Pozza

Le figlie del pittore. Ipswich, 1759. Nella terra verde del Suffolk, il pittore Thomas Gainsborough divide la sua vita tra i paesaggi che ama e i ritratti dei ricchi della città, che dipinge per sostentare la famiglia: la moglie Margaret e le due figlie, Molly e Peggy. Le bambine sono inseparabili, fantasmi gemelli che corrono su e giù per le scale buie della casa con le mani gocciolanti dei colori con cui, di tanto in tanto, il padre permette loro di giocare. Sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. Fermate in un unico istante nei quadri paterni, mentre i loro vestiti splendono di sete azzurre e gialle. Eppure Peggy a volte non capisce dove vada Molly, quando gli occhi le diventano pietre vacue nel viso e i suoi gesti si fanno incoerenti. Molly rimane immobile, le parole che le scivolano via dalla mente, la bocca floscia. Dopo, non ricorda mai nulla, e tocca a Peggy inventare le storie più inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi materni, ormai cerchiati da profonde ombre viola. Ma quando la famiglia Gainsborough si trasferisce a Bath – nell’intima speranza di imbrigliare le eccentricità della figlia maggiore –, il segreto diventa sempre più difficile da nascondere. La grande città è un mondo ben diverso dai campi in cui le sorelle si muovevano con selvaggia libertà: è fatta di educazione e buone maniere, di momenti rituali e apprpriate amicizie. Le bambine ora sono ragazze da inserire al più presto in una società dove ogni passo falso può costare caro. Quello di Peggy è un fardello gravoso da portare, spaventosa la minaccia che incombe su Molly: l’istituto per i malati di mente. E quando l’amore, inaspettato, giunge a scuotere quel sodalizio dettato dalla forza del sangue, Peggy si troverà di fronte a una scelta estrema. (altro…)

La luce degli incendi a dicembre – Matteo Bussola

La luce degli incendi a dicembre – Matteo Bussola – Einaudi

 Lei sta scappando dalla sua famiglia, lui vi sta facendo ritorno. Seduti l’una di fronte all’altro, su un vagone affollato, tra bambini che giocano e anziani che hanno voglia di chiacchierare, i due si prendono le misure. All’inizio sono cauti; poi, quasi senza accorgersene, si ritrovano a confidarsi. Parlano di rapporti di coppia, di figli, di sogni e fragilità, di promesse mantenute oppure dimenticate. Come in un film d’autore, nell’intimità di un’inquadratura fissa, Matteo Bussola mette in scena un dialogo a cuore aperto tra una donna che ha uno sguardo schietto e disilluso e un uomo che non smette di credere negli altri. Due persone dalle esistenze apparentemente ordinarie, familiari al punto che ci sembrano le nostre. E che, nella realtà parallela del viaggio, scoprono una parte inedita, inconfessabile, di sé. Un incendio fuori stagione che forse neppure il destino riuscirà a spegnere.Come sarebbe Prima dell’alba se i protagonisti, anziché una ragazza e un ragazzo, fossero due adulti che si sentono traditi dal mondo? Sarebbe La luce degli incendi a dicembre. La storia di uno di quegli inattesi spiragli con cui la vita ci ricorda che siamo ancora in tempo. (altro…)

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