L’esecutore – Lars Kepler

L’esecutore – Lars Kepler – Longanesi

L’esecutore. Si chiama Joona Linna ed è di origini finlandesi, ma da anni ormai Stoccolma è la sua casa. È stato in ogni vicolo, viale e piazza. Ma Joona Linna non è mai stato in quell’appartamento elegante e lussuoso, da cui proviene una musica struggente e rarefatta. Un brano di violino suonato da un esecutore impareggiabile. Joona Linna non è mai stato nel salottino dell’appartamento: è l’unica stanza totalmente spoglia,priva di arredamento, senza soprammobili, insolitamente vuota. A parte il corpo.
L’uomo è come sospeso a pochi centimetri dal pavimento e sembra ondeggiare nell’aria seguento il placido suono del violino, mescolato al ronzio indolente delle mosche. Aveva ragione il collega che l’ha chiamato sulla scena del delitto: c’è qualcosa di inspiegabile. Il cadavere sembra fluttuare nel nulla.
Omicidio o suicidio? Da ispettore della squadra omicidi di Stoccolma, Joona Linna sa che le apparenze sono soltanto il velo ingannatore dietro cui si nascondono i crimini. E i crimini nascono da una cosa sola: i desideri. Quello che Joona Linna non sa è che anche i dedideri più ambiziosi, anche i sogni più sfrenati possono realizzarsi. Quello che Joona Linna non sa è che la paura può trasformare qualunque sogno in un orribile incubo. Quello che l’ispettore Joona Linna non sa è che dai nostri incubi peggiori non ci può sottrarre nemmeno la morte.

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La settima luna – Piergiorgio Pulixi

La settima luna – Piergiorgio Pulixi – Rizzoli

La settima luna. La notizia è di quelle che richiedono un brindisi speciale. Su una terrazza incastonata nel Supramonte, in uno degli hotel più incantevoli della Sardegna, il vicequestore Vito Strega sta festeggiando la nascita della nuova unità investigativa sui crimini seriali. Con lui ci sono le inseparabili ispettrici Eva Croce e Mara Rais. Finalmente tutto sembra andare per il verso giusto. Ma una telefonata li riporta alla realtà e i tre devono salutare il cielo terso e il sole dell’isola. Nelle terre paludose del Parco del Ticino è stato ritrovato il corpo di una ragazza. Quando l’ispettrice Clara Pontecorvo arriva sul posto, stenta a credere ai propri occhi: la vittima ha le mani legate dietro la schiena e indossa una maschera bovina. Mancava solo questo per Clara, che ha già un grosso problema: è alta 1,98, non trova mai dei vestiti adatti a lei. Tantomeno un uomo. L’istinto le dice che quella scena del crimine potrebbe essere la riproduzione di un altro delitto avvenuto anni prima in Sardegna. E nessuno, meglio di Strega, Rais e Croce, conosce quel caso, che aleggia ancora nelle loro vite come un’ossessione. Ora a piede libero c’è un emulatore, che vuole i riflettori puntati su di sé… I poliziotti dovranno essere più uniti che mai, e Vito Strega, per la prima volta così vulnerabile, si troverà a fare i conti con il proprio passato. Piergiorgio Pulixi, in un romanzo dal passo ritmato di danza, si addentra nei meandri oscuri dell’umano e interroga l’essenza più intima di una terra impenetrabile. Dall’inizio alla fine, una domanda, come un tarlo, accompagna Strega e noi lettori: sono i poliziotti a dare la caccia al killer o è lui a dare la caccia a loro? (altro…)

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Il manoscritto – Franck Thilliez

Il manoscritto – Franck Thilliez – Fazi

Il manoscritto. Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un’altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile. (altro…)

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Il velo dipinto – W. Somerset Maugham

Il velo dipinto – William Somerset Maugham – Adelphi

Il velo dipinto. “È una situazione fra le più classiche. Lei decide di tradire il marito con un uomo che giudica affascinante. La tresca funziona fino al giorno in cui i due clandestini hanno la sensazione che il marito tradito abbia scoperto tutto. È un guaio. Anche perché, messa alle strette, l’adultera confessa. Che fare? Si dovrà procedere alla separazione e al divorzio. Sconvolta e piangente, lei si reca dall’amante. Gli dice d’aver confessato: vuole separarsi e andare a vivere con lui. Grande è la sorpresa, a quel punto. Infatti, l’amante non ha intenzione di lasciare la moglie e mettersi con lei. Pensiamo tutto questo ambientato nella colonia inglese di Hong Kong alla metà degli anni Venti e affidato alla penna superprofessionale di W. Somerset Maugham. Sarebbe uno dei suoi romanzi caustici, mondani, un po’ cattivi. Ma Maugham, influenzato dalla lettura dell’episodio dantesco di Pia de’ Tolomei, pensa di aggiungervi qualcosa in più.” (Giorgio Montefoschi) (altro…)

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Blog Tour Il seme del male – Intervista a Nicola Rocca

Buongiorno lettori di Infinity Passions. Oggi ospitiamo nel nostro salottino Nicola Rocca autore del thriller Il seme del male per il Blog Tour omonimo organizzato da @flavia’s_diary. La recensione del romanzo uscirà prossimamente sul blog

1. Ciao Nicola, vuoi parlare un po’ di te ai nostri lettori affinché possano conoscerti meglio?

Buongiorno a tutti. E grazie per avermi invitato a fare quattro chiacchiere con te e con il tuo blog.
Sono Nicola Rocca e, nonostante sia nato nel 1982 (
Cristo, quanto tempo è passato!), mi sento ancora un adolescente.
Vivo in un piccolo paese dell’Isola bergamasca e scribacchio storie dall’età di venticinque anni.

I primi tempi, ricordo, dovevo piangere miseria e pregare amici e parenti affinché leggessero i miei scritti.

Poi, a poco a poco, la ruota della vita ha iniziato a girare anche dalla mia parte e da qualche anno vivo di scrittura.

2. Hai scritto molti thriller, sei un appassionato del genere? Quali sono gli autori che consideri dei punti di riferimento?

Ho scoperto il genere thriller all’età di dodici anni, dopo avere visto per puro caso “Profondo rosso”, il capolavoro di Dario Argento. Da quel momento, non mi sono più fermato: ho cercato in continuazione film che suscitassero in me le stesse emozioni procurate da “Profondo rosso”.

Quando ho scoperto il piacere per la lettura, oltre quindici anni fa, ho iniziato a fare la stessa cosa con i libri.

Per rispondere alla tua domanda, i miei riferimenti sono: Jeffery Deaver, Giorgio Faletti, Donato Carrisi, Wulf Dorn, Franck Thilliez, Joël Dicker. Comunque, sono sempre alla spasmodica ricerca di nuovi autori e nuove storie da scorpire. E nelle quali immergermi.



3. Ne Il seme del male viene trattata una tematica alla base dei crimini decisamente attuale. Perché questa scelta e come ti sei documentato per poterla utilizzare nel romanzo?

Non è il primo romanzo in cui parlo di quell’argomento. Anzi, sono solito trattare sempre tematiche piuttosto forti e attuali. Lo faccio perché amo rendere le mie storie molto vicine alla realtà, oltre al fatto che sono affascinato da questi temi.

La documentazione è alla base del mio lavoro. Leggo articoli, fatti di cronaca, romanzi thriller e libri di psicologia. E chiedo spesso supporto a psicologi, psichiatri e medici, i quali mi forniscono sempre le informazioni delle quali necessito.

4. Il commissario Pablo sopravvive a un grande dolore e il lavoro è il suo rifugio dai ricordi che lo lacerano. È una figura interessante. Ci potrebbe essere la possibilità di ritrovarlo in un prossimo romanzo?

Il commissario Pablo incarna la personalità di tutte le persone che hanno la fortuna di avere una passione nella quale rifugiarsi. Una passione che rende sopportabile il lato oscuro della vita.

Mentre scrivevo “Il seme del male”, non pensavo a un possibile seguito, in quanto avevo dato maggiore importanza alla trama. Ora, però, mi rendo conto che Pablo ha qualche potenzialità per poter rivivere in altri romanzi. Una porta la tengo aperta. E chi vivrà… leggerà!

5. Caratterizzare i personaggi rendendoli persone reali è uno degli aspetti più interessanti in un romanzo in generale e in un thriller in particolare. 
Come ti approcci a questo processo creativo?

Per mia fortuna, questo tipo di lavoro di definizione mi risulta piuttosto semplice. O meglio, automatico, senza troppo sforzo. Ciò che cerco di fare è calarmi in ogni personaggio e ragionare come ragionerebbe lui. Un po’ come fanno gli attori quando interpretano la parte in un film.

Do molto spazio all’aspetto psicologico, tralasciando talvolta quelli fisici, che amio avviso sono meno importanti.

6. Sono curiosa e mi piacerebbe sapere se chi commette l’omicidio è stato scelto prima di iniziare a scrivere il romanzo o si è svelato pian piano durante la stesura.

Questa particolarità varia da romanzo a romanzo, da storia a storia. A volte, la trama è così chiara nella mia mente che è già tutto definito. Altre volte, invece, come nel caso de “Il seme del male”, l’assassino è emerso a poco a poco, durante la stesura.

Ogni tanto, non soltanto creo i colpi di scena, ma li subisco in prima persona.

E talvolta ne rimango pure stupito.

7. Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi darci un’anticipazione?

Ho così tante storie nel cassetto (nel senso che sono già scritte), che sono certo potrei far impazzire i miei lettori.

Si tratta di romanzi appartenenti alle serie del commissario Walker e dello scrittore Roberto Marazzi, ma anche con personaggi nuovi.

Non vedo l’ora di condividerle con voi, ma ovviamente devo cadenzare in maniera opportuna le pubblicazioni.

8. Infine la classica domanda finale: quali sono i 5 libri che porteresti con te su un’isola deserta.

Sono certo che cinque libri non sarebbero sufficienti, pertanto mi astengo 🤪

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La vita intima – Niccolò Ammaniti

La vita intima – Niccolò Ammmaniti – Einaudi

La vita intima. Maria Cristina Palma ha una vita all’apparenza perfetta, è bella, ricca, famosa, il mondo gira intorno a lei. Poi, un giorno, riceve sul cellulare un video che cambia tutto. Nel suo passato c’è un segreto con cui non ha fatto i conti. Come un moderno alienista Niccolò Ammaniti disseziona la mente di una donna, ne esplora le paure, le ossessioni, i desideri inconfessabili in un romanzo che unisce spericolata fantasia, realismo psicologico, senso del tragico e incanto del paradosso. (altro…)

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Sanremo 2024 – La prima serata

 

 

Il nostro Massy ci dà le sue pagelle su outfit e canzoni con ironia. 

Spero vi facciano sorridere.

Annalisa 7,5
Outfit che potremmo definire alla Annalisa, un total black abbastanza aggressivo con maxi cuissard modello Giarrettiera colt, ma insomma si vede che i recenti e ripetuti successi discografici le hanno dato una sicurezza che sfiora la spavalderia.
Anche il pezzo ricalca un po’ tutti i suoi ultimi singoli, se è vero che da un momento all’altro uno si aspetta che lei parta con “ho visto lui che bacia lei che bacia lei” il pezzo sanremese è indiscutibilmente orecchiabile come nessuno, ripetitivo quanto si vuole ma di quelli che riusciresti a canticchiare pure stendendo i panni.

Fiorella Mannoia 7
Davanti a tanti nani lei chiaramente fa la figura del gigante, non è la sua migliore canzone di sempre ma il pezzo è orecchiabile, non è nemmeno la sua migliore interpretazione di sempre ma sul palco ci sa stare e la differenza con gli altri è palpabile.
Le parole della canzone si comprendono senza problemi, tutte, e in questo Festival delle voci strascicate la sua è una goccia nel mare.

Angelina Mango 6
Il pezzo è firmato, anche, da Madame ed è già una garanzia, negativa.
L’outfit scelto è un pugno in un occhio di quelli che manco Tyson, abito aderente con ricami neri e zeppe con calzini bianchi da codice penale.
Eppure lei lo interpreta con grande slancio regalando proprio quell’idea di libertà che il testo sembra voler trasmettere, la voce poi non si discute sebbene potrebbe fare di meglio, nel finale prende pure una mezza stecca.

Clara 5
Clara di Mare fuori, è bello che siamo tornati alla fine degli anni sessanta quando i cantanti prendevano il nome di qualcosa e quindi avevamo Mal dei Primitives, Renato dei Profeti…oggi abbiamo Clara di Mare fuori e non mi sembra poco.
Lei avrebbe un portamento elegante, certo il vestito, un tubino senza spalline di Armani con inserto laterale di paillettes che potrebbe contenere tranquillamente uno smartphone cosi come una Corallina da un chilo e mezzo, la penalizza un po’.
Il pezzo musicalmente non mi sembra male, del testo sinceramente ho capito soltanto “siamo ancora a galla” e mi pare quantomeno confortante, colare a picco come i palombari già dopo la prima canzone mi sarebbe sembrato molto triste

Irama 5
Outfit minimale, un total black abbastanza classico con collana della nonna nella mano sinistra, tutto per evidenziare la canzone e non il resto.
Peccato che il pezzo ad un primo ascolto risulti abbastanza anonimo e al netto dell’outfit minimal ciò che più si nota sono i capelli con l’effetto bagnato…o forse gli hanno lanciato una secchiata d’acqua prima di scaraventarlo sul palco e lui è riuscito a schivarla solo parzialmente.

Alessandra Amoroso 4,5
Dal punto di vista del look se l’intento era da ultima diva va detto che era perfetto con tanto di guanti lunghi con anello e bracciale a vista e collier di diamanti.
Se poi parliamo della canzone veniamo alle note dolenti, la solita canzone strappacuore alla Amoroso, insomma non se ne esce o piange lei o, come stasera, fa piangere e non certo per l’emozione che riesce a trasmettere.

The Kolors 4
Sbagliano tutto ciò che era umanamente possibile sbagliare a partire dalla scelta di un pezzo davvero troppo simile alla loro hit Italo disco.
Il cantante poi ci mette abbondantemente del duo presentandosi con un gessato aperto che evidenzia un tatuaggio che farebbe la sua figura sulla spiaggia di Ostia Lido ma a Sanremo oggettivamente stride.

Mahmood 3,5
Nel Sanremo delle voci strascicate poteva forse mancare Mahmood?
Pare abbia dichiarato che se vincerà per la terza volta il Festival gli tireranno i pomodori, ecco mi piace considerarmi idealmente fra quelli che glieli lanceranno (e pure belli grossi, quelli da riso da mezzo chilo l’uno proprio).
Sull’outfit poco da dire, un bel total black leather modello workwear che fa tanto corriere in consegna con lo smanicato ovvero la sua dimensione ideale a mio parere, ben più di quella del cantante.

Sangiovanni 3
Il pezzo s’intitola Finiscimi ed è uno di quei casi in cui uno probabilmente vorrebbe essere un cecchino per accontentarlo.
Ma scherzi a parte si è presentato col vestito della prima comunione (d’altronde non è che uno si chiama Sangiovanni cosi per caso) soltanto che l’abito doveva essere appartenuto al fratello ed essendo di tre taglie più grande il fratello di Sangiovanni (Sangiovese presumo vista la fantasia genitoriale nella scelta dei nomi) la prima comunione doveva averla fatta a 25 anni almeno.
Due parole sulla canzone, un pezzo molto intimo ho letto da qualche parte e infatti se la canta per lui visto che non si capisce una parola.

Il volo 2,5
Per loro questo dovrebbe rappresentare sia musicalmente che a livello di immagine una svolta pop, per così dire.
Ebbene se svolta c’è stata mi sembra all’insegna del peggio che non è mai morto.
Tralasciamo la canzone con un titolo che manco allo zecchino d’oro del compianto Cino Tortorella mi sarei presentato con un titolo cosi, loro ce la mettono proprio tutta per apparire alla moda ma restano antichi nell’anima.
Prendiamo dei tre quello con gli occhiali che rappresenta a parer mio il prototipo del brutto per eccellenza, ce la mettono tutta per aggiustarlo, immagino le truccatrici mentre si prodigano alacremente, ma ragazzi è una causa persa, è troppo brutto.
Gli altri due di contro, rispetto a lui almeno, si sentono giustamente belli e osano con camice morbide e giacche kimono col risultato che tutti anziché ascoltarli si fissano sull’outfit e ridono.
Se non ci fossero bisognerebbe inventarli.

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Matilde – Rita Coruzzi

Matilde – Rita Coruzzi – Piemme

 

Matilde. 1046, Mantova. Tutto ebbe inizio con un sogno: un campo di battaglia, il fuoco, centinaia di morti. E poi una donna, i capelli rossi, l’armatura bianca, la spada in pugno, a ottenere la vittoria, riprendersi la sua terra. Questo sognò Beatrice di Canossa poco prima di dare alla luce la sua terza figlia, Matilde. Sapeva che la bambina avrebbe avuto un grande avvenire, ma mai avrebbe immaginato che potesse diventare un simbolo, la donna più temuta e rispettata del suo tempo, una combattente. Il suo destino, secondo la tradizione, era al fianco di un guerriero di nobili natali scelto dal padre. Solo una moglie, quindi, anche se blasonata, o una badessa di un importante convento. Ma le cose andarono diversamente. Dopo la morte prematura del padre, la cui posizione era considerata scomoda dall’imperatore Enrico III, e del fratello, avvelenato, Matilde si trovò costretta a governare, Grancontessa di tutte le terre italiche a nord dello Stato Pontificio, a combattere per difendere i suoi sudditi, al fianco del papa durante la Lotta per le investiture, a trattare per la pace tra Gregorio VII ed Enrico IV. Mai un giorno della sua vita venne speso per se stessa, ma la Storia la vede ancora oggi protagonista. (altro…)

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Helena – Paulina Vieitez

Helena – Paulina Vieitez – Pinguino Libri

 

Helena. Un viaggio che ha cambiato la sua vita, un incontro che l’ha cambiata per sempre. All’auge della sua età matura, Helena Artigas cerca di realizzare il suo sogno più grande: conseguire un dottorato. Per farlo, deve viaggiare fino a Madrid per seguire l’ultimo semestre all’Università Complutense. A scapito delle resistenze da parte dei familiari, è decisa a riuscirci. Lungo il tragitto, gli oggetti più preziosi che possiede cadranno nelle mani di uno sconosciuto. Non può neanche immaginare che quel contrattempo sarà l’inizio di un viaggio non solo verso un altro paese, bensì anche nell’intimità e autenticità del suo essere e le sue brame. Può darsi che il passato che si porta sulle spalle le sia di conforto; forse il futuro le si mostrerà favorevole… fino alla fine dei suoi giorni. *«Helena, una storia raccontata con l’h, la lettera muta, così come sono mute un’infinità di donne che tacciono le loro angosce e fanno loro colpe che non lo sono. (altro…)

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La diva Julia – William S. Maugham

La diva Julia – William S. Maugham – Adelphi

La diva Julia. Guidata da pochi principi, quasi tutti appresi alla scuola di recitazione, Julia Lambert (“la più grande attrice d’Inghilterra”) sa decisamente irretire il suo pubblico. Ma Julia sembra sempre sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha vent’anni meno di lei, nei trabocchetti tesi dai debuttanti che vorrebbero rubarle la scena. E ogni volta il lettore, spettatore dal loggione, vorrebbe metterla in guardia. Ma Julia riesce a scegliere benissimo da sé il tono, il gesto, l’inquadratura. (altro…)

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