Approfondimenti e interviste

Blog Tour Volevo solo avere più tempo – Stefania Convalle

Oggi vi presento la prima tappa del Blog Tour organizzato da @flavia’s diary per Volevo solo avere più tempo di Stefania Convalle che ringrazio per l’opportunità.

Ho deciso di scegliere come argomento la playlist musicale essendo un’appassionata ascoltatrice di musica sin dalla mia adolescenza. 

Sicuramente ascolterò questi artisti che non conosco, mi piace scoprire sempre suoni diversi da quelli che ascolto abitualmente.

Ecco la playlist: 

Ólafur Arnalds – Loom feat Bonobo

Ólafur Arnalds – Only The Winds 
Ólafur Arnalds – Ypsilon
Ólafur Arnalds – Hafursey (Yfir) 
Ólafur Arnalds – ekki hugsa
Kiasmos – Blurred 
Ólafur Arnalds – Near Light
Ash – Live at Blue Lagoon
Intro Improvisation Ash – Worlds Apart
Ash – Daydream Ash – Le Beirut (ft. Samia) Ash – Homes Ash – Mourning 
Ash – Mosaïque Ash – Simple
Hans Zimmer – Time
Hans Zimmer – Interstellar theme
Buon ascolto.
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Blog Tour Il seme del male – Intervista a Nicola Rocca

Buongiorno lettori di Infinity Passions. Oggi ospitiamo nel nostro salottino Nicola Rocca autore del thriller Il seme del male per il Blog Tour omonimo organizzato da @flavia’s_diary. La recensione del romanzo uscirà prossimamente sul blog

1. Ciao Nicola, vuoi parlare un po’ di te ai nostri lettori affinché possano conoscerti meglio?

Buongiorno a tutti. E grazie per avermi invitato a fare quattro chiacchiere con te e con il tuo blog.
Sono Nicola Rocca e, nonostante sia nato nel 1982 (
Cristo, quanto tempo è passato!), mi sento ancora un adolescente.
Vivo in un piccolo paese dell’Isola bergamasca e scribacchio storie dall’età di venticinque anni.

I primi tempi, ricordo, dovevo piangere miseria e pregare amici e parenti affinché leggessero i miei scritti.

Poi, a poco a poco, la ruota della vita ha iniziato a girare anche dalla mia parte e da qualche anno vivo di scrittura.

2. Hai scritto molti thriller, sei un appassionato del genere? Quali sono gli autori che consideri dei punti di riferimento?

Ho scoperto il genere thriller all’età di dodici anni, dopo avere visto per puro caso “Profondo rosso”, il capolavoro di Dario Argento. Da quel momento, non mi sono più fermato: ho cercato in continuazione film che suscitassero in me le stesse emozioni procurate da “Profondo rosso”.

Quando ho scoperto il piacere per la lettura, oltre quindici anni fa, ho iniziato a fare la stessa cosa con i libri.

Per rispondere alla tua domanda, i miei riferimenti sono: Jeffery Deaver, Giorgio Faletti, Donato Carrisi, Wulf Dorn, Franck Thilliez, Joël Dicker. Comunque, sono sempre alla spasmodica ricerca di nuovi autori e nuove storie da scorpire. E nelle quali immergermi.



3. Ne Il seme del male viene trattata una tematica alla base dei crimini decisamente attuale. Perché questa scelta e come ti sei documentato per poterla utilizzare nel romanzo?

Non è il primo romanzo in cui parlo di quell’argomento. Anzi, sono solito trattare sempre tematiche piuttosto forti e attuali. Lo faccio perché amo rendere le mie storie molto vicine alla realtà, oltre al fatto che sono affascinato da questi temi.

La documentazione è alla base del mio lavoro. Leggo articoli, fatti di cronaca, romanzi thriller e libri di psicologia. E chiedo spesso supporto a psicologi, psichiatri e medici, i quali mi forniscono sempre le informazioni delle quali necessito.

4. Il commissario Pablo sopravvive a un grande dolore e il lavoro è il suo rifugio dai ricordi che lo lacerano. È una figura interessante. Ci potrebbe essere la possibilità di ritrovarlo in un prossimo romanzo?

Il commissario Pablo incarna la personalità di tutte le persone che hanno la fortuna di avere una passione nella quale rifugiarsi. Una passione che rende sopportabile il lato oscuro della vita.

Mentre scrivevo “Il seme del male”, non pensavo a un possibile seguito, in quanto avevo dato maggiore importanza alla trama. Ora, però, mi rendo conto che Pablo ha qualche potenzialità per poter rivivere in altri romanzi. Una porta la tengo aperta. E chi vivrà… leggerà!

5. Caratterizzare i personaggi rendendoli persone reali è uno degli aspetti più interessanti in un romanzo in generale e in un thriller in particolare. 
Come ti approcci a questo processo creativo?

Per mia fortuna, questo tipo di lavoro di definizione mi risulta piuttosto semplice. O meglio, automatico, senza troppo sforzo. Ciò che cerco di fare è calarmi in ogni personaggio e ragionare come ragionerebbe lui. Un po’ come fanno gli attori quando interpretano la parte in un film.

Do molto spazio all’aspetto psicologico, tralasciando talvolta quelli fisici, che amio avviso sono meno importanti.

6. Sono curiosa e mi piacerebbe sapere se chi commette l’omicidio è stato scelto prima di iniziare a scrivere il romanzo o si è svelato pian piano durante la stesura.

Questa particolarità varia da romanzo a romanzo, da storia a storia. A volte, la trama è così chiara nella mia mente che è già tutto definito. Altre volte, invece, come nel caso de “Il seme del male”, l’assassino è emerso a poco a poco, durante la stesura.

Ogni tanto, non soltanto creo i colpi di scena, ma li subisco in prima persona.

E talvolta ne rimango pure stupito.

7. Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi darci un’anticipazione?

Ho così tante storie nel cassetto (nel senso che sono già scritte), che sono certo potrei far impazzire i miei lettori.

Si tratta di romanzi appartenenti alle serie del commissario Walker e dello scrittore Roberto Marazzi, ma anche con personaggi nuovi.

Non vedo l’ora di condividerle con voi, ma ovviamente devo cadenzare in maniera opportuna le pubblicazioni.

8. Infine la classica domanda finale: quali sono i 5 libri che porteresti con te su un’isola deserta.

Sono certo che cinque libri non sarebbero sufficienti, pertanto mi astengo 🤪

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I migliori del 2023 – Infinity Passion Staff

Anche se con notevole ritardo rispetto ai tempi standard riguardo la pubblicazione dei migliori dell’anno precedente ecco i nostri.

ALESSIA

I miei 15 libri preferiti del 2023✨

Fantasy e distopico:
🔮 Lifelike: un inizio di una trilogia distopico ricco di colpi di scena, emozionante e originale. 4.75⭐️
🔮 La figlia del re dei pirati: pirati, navi, oceano… se amate l’ambientazione dei “Pirati dei Caraibi”, è perfetto per voi! 4.5⭐️
🔮 Serpent and Dove: una storia d’amore mozzafiato fra un cacciatore di streghe e una strega, immersi in un mondo fantasy tutto da scoprire. 5⭐️
🔮 The Prison Healer: la scoperta fantasy di quest’anno! Davvero originale, l’ho divorato. 4.5⭐️

Romance:
💜 All I have: una storia toccante che mi è rimasta nel cuore coi suoi personaggi 5⭐️
💜 La sindrome di Didone 2: 4.75 solo perché attendo il finale! Questo young adult (che diventa new adult via via che prosegue la serie) è assolutamente perfetto 4.75⭐️
💜 Le stelle non fanno rumore: l’ho divorato in una notte. Vi dico solo questo: Mattia e Arianna vi ruberanno il cuore 5⭐️
💜 Frozen Hearts: resilienza, forza di combattere, indipendenza femminile e libertà in ogni sua forma. Questa storia d’amore è per chi non ha la mente chiusa e riesce a superare i pregiudizi, un bel mattoncino che però mi ha lasciato tanto 5⭐️
💜 Ogni nostra prima volta: country Romance, secondo di una serie che con i suoi personaggi e l’atmosfera country mi ha intrattenuta e mi ha colpita col suo amore 4.75⭐️
💜 Terra che dolora e che tace: se volete un libro che parli dell’amore vero, non del tipico bad boy e delle farfalle, ma delle sfumature VERE di questo sentimento immenso, questo libro è quello giusto. 5⭐️
💜 Recovery S.C.I. : perfetto connubio di mystery e romance, vi consiglio qualsiasi libro di queste due autrici! 4.75⭐️
💜 Crash on you: l’intensità di Ryder e Alyssa è un ricordo ancora vivido nella mia mente. È un libro imperdibile per gli amanti del genere. 5⭐️

Riletture:
✨ Harry Potter and the Philosopher’s Stone
✨ Una corte di nebbia e furia
✨ Hunger Games

Non devo nemmeno esprimere un giudizio su queste ultime letture che tutti conoscete, posso solo dire che come sempre queste tre saghe hanno il mio cuore (anche se Harry Potter sempre un po’ di più).

DANIELE

🔮 Nel silenzio dei boschi: un bellissimo libro che ha come cardine il rapporto tra un padre e sua figlia, un rapporto profondo ma che ha dei lati oscuri 5⭐

🔮 Il gatto che voleva salvare i libri: Un libro ambientato in Giappone, il cui tema centrale sono i libri e un ragazzo introverso che, con l’ aiuto di un gatto e di una ragazza, sua amica, si troverà a dover salvare i libri da situazioni molto surreali. 4 ⭐

DONATELLA

💜 Tutto chiede salvezza, Daniele Mencarelli.  Molto coinvolgente e denso di emozioni. Una realtà poco conosciuta quella dei ricoveri per TSO, raccontata abilmente. 4⭐️

💜 La portalettere, Francesca Giannone
Una bellissima saga familiare tutta italiana nella prina parte del ventesimo secolo. Una donna determinata e volitiva che vuole rendersi indipendente e fare un lavoro che prima di allora nessuna donna aveva mai fatto.
5⭐️
💜 L’isola dei battiti del cuore, Laura Imai Messina
Un’isola del Giappone che contiene l’archivio dei battiti del cuore al centro di un’amicizia tra un uomo e un bambino. Lettura riflessiva e coinvolgente. 4⭐️
💜 Tutto il blu del cielo, Melissa da Costa
Dolcissimo e commovente. Un viaggio in camper attraverso la Francia come ultimo desiderio di un ragazzo che sa di non poter vivere a lungo. Non solo un viaggio fisico ma anche spirituale. 4⭐️
💜 La moglie di Dante, Marina Marrazza
La storia del sommo poeta Dante Alighieri raccontata dalla voce di sua moglie. Bellissimo e ricco di particolari. Una versione romanzata di grande rigore storico.5 ⭐️
💜 Uvaspina, Monica Acito
La storia di un ragazzo che non si sente accettato e della sua movimentata famiglia in una Napoli ricca di fascino. Un turbinio di emozioni. 5 ⭐️
💜 Il sorriso di Caterina, Carlo Vecce
Un romanzo meraviglioso e di grande precisione storica che parte dalla supposizione che la madre di Leonardo da Vinci possa essere stata una schiava di origine caucasica. 5⭐️
💜I fiori hanno sempre ragione, Roberta Schira
Il dolore e la rinascita di una donna attraverso un percorso in cui gusto e olfatto sono elementi determinati e l’amore è capace di manifestarsi in tanti modi diversi. 4⭐️
💜 Il patto dell’acqua, Abraham Verghese
Una saga familiare che abbraccia un arco temporale di settant’anni nel sud dell’India nel periodo della colonizzazione e fin dopo la sua indipendenza. Bello ed emozionante. 5⭐️
💜 La strada, Cormac McCarthy .
Un uomo e un bambino vagano per le strade di un mondo devastato e morente cercando di sopravvivere e mantenere viva la speranza. Meraviglioso, emozionante e straziante allo stesso tempo.5⭐️
MARIA
Ho cercato di estrapolare la top ten delle mie letture 2023, ma è stato molto difficile perché ho apprezzato ogni libro che ho letto e ho scoperto nuovi e bravissimi autori.
💜Jane Eyre di Charlotte Bronte
Come non amare l’ indomita Jane? E sognare insieme a lei Mr Rochester? 5⭐️
💜Classe 1911 di Martina Longhin
Ho scoperto questa autrice grazie al blog Infinity Passion e ho apprezzato molto questo romanzo dove la vita e i sogni del giovane Luigi si infrangono al cospetto della Storia con le sue guerre e le sue crudeltà. 5⭐️
💜Il barone rampante di Italo Calvino
Un ragazzo sale su un albero e vi rimarrà fino alla morte, mantienendo fede alla sua decisione a qualunque costo. E saltando da un albero all’altro vivrà molteplici avventure e troverà anche l’amore. 5⭐️
💜Ombre di famiglia di Steno Zeno
Un episodio di particolare violenza tra padre e figlio, apre un baratro di segreti e bugie che rischia di inghiottire tutta la famiglia. 5⭐️
💜Il riflesso del leone di Matteo Tiraoro
Un’indagine di omicidio tra le calli di Venezia mi ha portato in questa meravigliosa città. 5⭐️
💜L’armadio dimenticato di Roberto Carraro
L’autore ci porta a Venezia in tre epoche diverse per ricostruire la misteriosa scomparsa di un prezioso manufatto risalente alla quarta Crociata. 5⭐️
💜Anna, l’inferno in una bottiglia di Martina Longhin.
L’autrice racconta una storia vera di violenza dando voce ad Anna e a sua madre Stella. Per sensibilizzare e non dimenticare. 5⭐️
💜Edenya di Laura Rizzoglio
Un meraviglioso fantasy italiano dove gli Angeli non sono le creature che abbiamo sempre creduto. 5⭐️
💜#leggera come una piuma. Il mondo di Bea di Sara Cremonini.
Bea e la sua dolce e coraggiosa mamma ci insegnano che non ci sono barriere insuperabili se è l’amore a sostenerci. 5⭐️
💜Profumo di rose di Laura Parise
Una bellissima storia d’amore a cavallo dei secoli ambientata in un luogo meraviglioso. 5⭐️
Grazie agli autori che mi hanno tenuto compagnia con i loro libri e al Blog Infinity Passion che mi ha dato l’opportunità di leggere bellissime storie.
MASSY
🔮Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen
Il romanzo è già un capolavoro, dimostrazione pratica di come in fondo non sia necessario girare il mondo per raccontarlo, ma se anche presentasse delle pecche quando una scrittrice dal cilindro tira fuori uno dei personaggi maschili più iconici di sempre che vai a dire. 5⭐️
🔮La camera azzurra – Georges Simenon
Inizi a leggerlo e subito comprendi di trovarti in un santuario del giallo, se ami il genere e non lo hai letto è un po’ come visitare la Galleria Borghese e non vedere la Paolina Borghese del Canova. 5⭐️
🔮Un amore – Dino Buzzati
E poi arriva un giorno che ti trovi a rivalutare il flusso di coscienza ovvero proprio ciò che fino a ieri l’altro reputavi un artificio letterario o poco più e che invece in questo romanzo diventa un valore aggiunto indescrivibile. 4,5⭐️
🔮Papà Goriot – Honore De Balzac
Semplicemente uno degli incipit più belli mai letto unito ad un finale il cui crescendo di commozione porta quasi ad implorare lo scrittore di metterci un punto…e dire che è stato il mio primo Balzac 4,5⭐️
🔮Il commesso – Bernard Malamud ****1/2
Memorabile nella sua semplicità, a testimonianza che in fondo non esistono scrittori difficili ma solo recensori ampollosi e soprattutto autori di prefazioni e postfazioni troppo criptici 4,5⭐️
🔮La vita è uno schifo – Leo Malet
Per chi è interessato a risalire alle fonti del genere noir ma nel contempo non si adombra nel leggere romanzi dove il lieto fine sia una chimera, lo stile edulcorato magari un’altra volta, e l’omicidio con un minimo di movente semmai ripasso dopo 4,5⭐️
🔮L’impazienza del cuore – Stefan Zweig
Già dal prologo ero sulle quattro stelle abbondanti, prendete un tema delicatissimo come quello della compassione e immaginatelo sviluppato in modo sublime…ecco questo è, più o meno, L’impazienza del cuore 4,5⭐️
🔮Gli intrusi – Georges Simenon
Per chi ama l’introspezione psicologica Simenon è una garanzia ma, insomma, non lo devo dire io.
Se poi appena appena si apprezzano i processi, le parti dibattimentali, Gli intrusi è da leggere senza se e senza ma…al più presto 4,5⭐️
🔮La ricreazione è finita – Dario Ferrari
Non di soli classici vive l’uomo, e allora ecco qualcosa di, assai, più recente.
Naturalmente è sempre cosa buona e giusta contestualizzare perché le quattro stelle e mezza non pongono in automatico questo romanzo sullo stesso livello degli Intrusi di Simenon.
Però se si amano cose ben scritte, ben strutturate, dove i due piani di lettura si sposino perfettamente e non facciamo a cazzotti beh allora Ferrari è un’opportunità 4,5⭐️
🔮L’assassino di Roger Ackroyd – Agatha Christie
Uno dei Poirot probabilmente più amati ma anche discussi, con l’autrice che si diverte a giocare col lettore forse ingannandolo quasi ad impedirgli di trovare la soluzione.
Ma se siete amanti del giallo senza nutrire l’ambizione di trovare voi il colpevole è un romanzo imperdibile 4,5⭐️
🔮Teresa Raquin – Emile Zola
Altro capolavoro, il processo psicologico che conduce al finale e che vede coinvolti i due protagonisti sarebbe già di per sé da antologia, il finale poi è di quelli che non si dimenticano 4,5⭐️
🔮Il pesatore di anime – Olivier Norek
In mezzo a tanti classici un thriller di uno scrittore che, chissà, magari un giorno diventerà un classico del genere.
Romanzo con i fiocchi che dimostra ancora una volta come i morti in ogni thriller che si rispetti sono morti solo quando lo dice l’autore…e a volte nemmeno in quel caso 4,5⭐️
🔮Le schegge – Bret Easton Ellis
Si può discutere l’autore per mille motivi, sostenere che scriva sempre gli stessi libri, descriva sempre gli stessi personaggi, ma se c’è un autore contemporaneo in grado di tratteggiare una generazione attraverso il cinema e la musica questo è lui.
Se lo leggete preparate carte e penna per le citazioni e attenzione: potrebbe non bastare un quaderno 4⭐️
🔮Il mago di Lublino – Isaac Bashevis Singer
Ad un certo punto non sai più se la magia sia più nel titolo o nelle pagine, romanzo che si pone interrogativi altissimi rimanendo sempre estremamente fruibile.
Con il Singer minore (d’età) non sbagli mai, col maggiore neppure ma quella è un’altra storia. 4⭐️
🔮Cavalli selvaggi – Cormac Mc Carthy
Ovvero il western vita e opere, in un singolo romanzo troviamo l’epica dei film di Leone unitamente alle infinite pianure di quelli di Ford e al crepuscolarismo di Peckinpah.
Solo per gli amanti del genere ma se amate il genere è imprescindibile 4⭐️
🔮Gli scellerati – Frederic Dard
Noir, romanzo psicologico, simenoniano se ce n’è uno, una di quelle rare letture che ti lascia una sensazione di amaro che gradiresti riprovare subito 4⭐️
🔮Isola di neve – Valentina D’Urbano
Romanzo di formazione ma anche d’amore,con attenzione al sociale ma non privo di spruzzate mistery.
Tanta roba, troppa?
Si se non hai la capacità della D’Urbano di coinvolgere senza mai rassegnarsi alla volgarità del linguaggio.
Finale bello e sorprendente il che non guasta mai 4⭐️
🔮Ferrovie del Messico – Gian Marco Griffi
Non capita spesso che uno scrittore contemporaneo ti consenta, e con quasi 800 pagine che non vengono mai a noia, di uscire dal mainstream letterario.
Difficile da decifrare, difficile da raccontare, difficile persino da spoilerare che a pensarci bene nella letteratura di oggi è un piccolo miracolo…in una parola consigliato 4⭐️
🔮La forza del passato – Sandro Veronesi
Chiudo la lista dei miei migliori del 2023 con due scrittori abbastanza divisivi.
Il primo è Veronesi con questo romanzo un po’ antecedente al celebre Colibrì e a parer mio migliore.
Li accomuna in qualche modo la presenza di un protagonista da ammirare, anche un po’ da invidiare, e a cui puntualmente capita qualcosa che inevitabilmente finirà per destabilizzarlo tanto da poter persino modificare il nostro iniziale giudizio su di lui 4⭐️
🔮La vita intima – Niccolò Ammaniti
Secondo me il divisivo per eccellenza, con questo romanzo poi penso che abbia raggiunto in tal senso il top.
Ho letto tante di quelle recensioni negative sulla Vita intima da iniziare a preoccuparmi man mano che mi sorprendevo ad apprezzarlo.
Eppure mai come questa volta sono uscito dalla lettura di Ammaniti esclamando “è il mio genere”…e ho fatto accomodare fuori dalla mia personalissima classifica un Tolstoj, un Dostoevskij e un Maugham (minori naturalmente) per fare posto a lui.4⭐️
RAFFAELLA
💜Tocca a te – Maura Puccini
Un giallo avvincente e ben costruito.5⭐️
💜 Le  vie del tabacco sono finite – Cesare Mai
Una stora di amicizia vera, con la A maiuscola.5⭐️
💜 Ho ancora gli occhi da cerbiatto – Salvatore Claudio D’Ambrosio
Quando la vita vera ti colpisce e ti fa mettere in discussione cosa conta davvero…5⭐️
💜Qualcosa di me – Isabella Nicora
Un riuscitissimo alternarsi tra presente e passato, un secolo di storia, un racconto commovente e scritto egregiamente!5⭐️
💜Dolce e amaro – Veronica Geraci Tra Sicilia e Toscana, alla ricerca di verità nascoste che potrebbero cambiare la tua vita! Una gran bella storia familiare!5⭐️
💜Sagome di carta. Le streghe di Triora – Eufemia Griffo
Meraviglioso e accurato manifesto del periodo dell’Inquisizione. Toccante.5⭐️
💜#Ciaopoveri – Eleonora Scali
Strepitoso, ironico e (ahimè) terribilmente veritiero affresco della gioventù milanese ricca e vuota! Da leggere assolutamente!5⭐️
💜I disegni non parlano – Giorgio Pirolo
La storia di come l’ambizione e la passione possano farti raggiungere risultati strepitosi!5⭐️
💜Se non avessi più te – Loredana Falcone/Laura Costantini
Due storie che corrono su binari paralleli ma che in realtà sono legate indissolubilmente tra loro. Meraviglioso!5⭐️
💜Note stonate di un carillon nella notte – Federico Mazzi
Un ottimo thriller coinvolgente e scritto con mano sapiente!5⭐️
💜Lo sguardo di mio padre – Daniela Tonoli
Tre amici, tre situazioni, tre legami. Una sola storia. Un libro pieno di valori!5⭐️
💜Il buio non ha lacrime – Samuele Fabbrizi
Non adatto a puritani e deboli di cuore. Una storia che è come un pugno nello stomaco, ma che non riesci a smettere di leggere. Capolavoro.5⭐️
💜La verità non conta – Alessandro Quadri Cardano
Giallo giornalistico dove niente è come sembra. E dove i colpi di scena non finiscono mai!5⭐️
💜Milano. Il mondo non cambia – Thomas Melis
A Milano gli sgarri non si perdonano. E’ ora di scegliere da che parte stare! Magistralmente scritto!5⭐️
💜La fine dei vent’anni – Francesco Talarico
Quando l’amicizia ti salva. In tutti i sensi, fino in fondo. Indimenticabile.5⭐️
💜Appassire senza far rumore – Eleonora Del Cavallo
Amore e violenza non possono coesistere. Una scrittura scorrevole e dannatamente empatica. Strepitoso.5⭐️
💜Giocarsi tutto – Marina Lora Ronco A volte dirsi tutto è la scelta meno facile, ma quella che ci salva. Delicato e dirompente al tempo stesso.5⭐️
💜Giorno dopo giorno – Dan Pepe
Erotismo ricercato con un tocco di classe. Raffinato.5⭐️
💜La casa degli orologi – Cristina Fabbrini Serravalle
Un libro fresco come la brezza sul mare… e coinvolgente come la trama di un film. Assolutamente da leggere.5⭐️
VALERIA
💜 Edith – Vincenzo Ciampi
Un delitto realmente avvenuto e un giallo ben costruito su una vicenda che fece scalpore ai primi del 900 in Inghilterra. 4⭐️
💜Aftermath – Stefania Sperandio
Un thriller dalla trama ben costruita con degli incastri perfetti. Protagoniste toste ma empatiche. Si legge tutto d’un fiato.4⭐️
💜Il fiore di Minerva – Carmine Mari
Un thriller storico semplicemente fantastico. Trama, ambientazione, personaggi, storia, tutto ben calibrato in modo da rendere la lettura avvincente. Consigliatissimo.4⭐️
💜Il canto degli eroi dimenticati – Alice von Tannenberg
Ambientato nel Medioevo germanico questo romanzo è un gioiello per precisione storica e per i personaggi che rimangono impressi nella memoria di chi legge. Si tratta di un primo volume di una trilogia, non vedo l’ora di leggere il secondo.4⭐️
💜Il tuo silenzio è di stella – Alessandra Corra –
Il buongiorno si vede dal mattino, prima lettura dell’anno e primo libro indimenticabile per le emozioni che trasmette.4⭐️
💜Le ragazze dell’Orient Express – Lindsay J. Ashford
Una bella storia di amicizia tra donne e personaggi delineati in modo da renderli reali. 4⭐️
💜Cuore pulsante – Beatrice Gioia
Una mistery story fatta di intrighi, suspence, ma anche affetti e valori familiari. Non ci si annoia neanche per un istante. 4⭐️
💜La strage dei potenti – James Hadley Chase
Un noir adrenalinico, che non da un attimo di respiro. Una storia interessante dove non ci sono eroi positivi, ma solo uomini e donne reali con molti vizi.4⭐️
💜Il quinto sigillo – Davide Cossu
Un romanzo storico colto dove al giallo si unisce la grande cultura dello scrittore che è stato capace di creare una storia originale e ricca di significati.4⭐️
💜 Amoreamaro – Piero Meli
Una serie di racconti per parlare di amori appena nati e già finiti, amori/non amori che nella loro evanescenza riescono a lasciare un segno nel lettore. 4⭐️

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Blog Tour Un esplosione di stelle – Francesco Spada

Nel romanzo di Francesco Spada la musica ha un ruolo da protagonista. Ci sono continui riferimenti ad artisti e canzoni.  La musica mi ha sempre accompagnata nella vita, ho scelto come tema per l’approfondimento del Blog Tour “E tu che musica avresti messo?”

Ecco quindi i miei titoli capitolo per capitolo, apparsi nella mente senza sforzo e spero aderenti a quel particolare momento della narrazione.

PROLOGO – Why di Annie Lennox

ULTIMO GIORNO D’ESTATE – Against all odds di Phil Collins

THE JUILLIARD SCHOOL OF PERFORMING ARTS – Winter in my heart di The Avett Brothers

HANNINGHAM ALLA RISCOSSA! – Breakfast in America dei Supertramp

IL GRUPPO DI STUDIO – We go together di Olivia Newton John e John Travolta

ON THE DANCE FLOOR – In your eyes di Peter Gabriel

SESSIONE DI SCRITTURA – Vado al massimo di Vasco Rossi

JAKE E STELLA – Forever and ever di Demis Roussos

RECORDING STUDIO – Dreams dei Cranberries

IL PROGETTO “SOGNI IN BRICIOLE” – Dream it possible – Delaney

VOCI E VISIONI – Shadow song dei Supertramp

LA STRAZIANTE MELODIA DI UN PIANOFORTE – One flight down di Norah Jones

LA VERITA’ – I giorni di Ludovico Einaudi

EP – Long way home di Tom Waits

INTERLUDIO – Nocturne e flat major op.9 no 2 di Frederick Chopin

IL PESO DEL SUCCESSO – Sex, drugs & rock’n roll di Ian Dury

COSI’ NON VA, JAKEY – If you leave me now – Chicago

 

Tappe del blog tour

 

 

NEL VORTICE – Is this love? di Alison Moyet

QUELLO CHE SONO DIVENTATO – Lonely degli Imagine Dragons

DISCESA VERSO IL FONDO – Everybody hurts dei R:E:M:

ADDIO, DEVO DIRTI ADDIO – Goodbye degli Air Supply

FEDERICO – I’ll stand by you dei Pretenders

COMUNITA’ – Live to tell  – Madonna

FATTI CORAGGIO – Cruel country dei Wilco

IL MATRIMONIO – Love is all around dei Wet Wet Wet

RICONCILIARSI – Reasons degli Earth, Wind & Fire

COME WITH ME – All by myself di Eric Carmen

EPILOGO – It’s my life di Jon Bon Jovi

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Intervista a Stefania Sperandio

 

Diamo il benvenuto nel nostro salottino  a Stefania Sperandio autrice di Aftermath, la cui recensione è stata pubblicata nei giorni scorsi sul nostro blog.

1. Ciao Stefania vuoi parlare un po’ di te ai nostri lettori affinché possano conoscerti
meglio?

È sempre la domanda più difficile di tutte! Sono cresciuta in mezzo ai libri, quando ero
bambina non so come riuscivo sempre a convincere mia madre a comprarmene di nuovi,
e alla fine ho iniziato a scrivere le mie storie. Nella vita di tutti i giorni sono caporedattrice e
responsabile editoriale di una testata giornalistica dedicata ai videogiochi, ma nel tempo
libero porto avanti il mio amore per la narrativa: è la mia isola felice, quella che mi rimette
in pace con il mondo.

2. Aftermath e’ il sequel di Corpo estraneo di cui e’ il capitolo conclusivo. Come e’;
nata l’idea di scrivere una storia divisa in due capitoli?

Ti rivelo una curiosità: non era previsto! Quando scrissi Corpo Estraneo, avevo bisogno di
una storia che potesse dare senso ad alcuni pensieri, dopo degli eventi nella mia vita che
mi avevano portata a sentirmi improvvisamente… un corpo estraneo. Da qui l’idea del libro
e del suo tema.
Col passare del tempo, iniziai a immaginare di scrivere una trilogia per la vicenda di
Manuela Guerra. Alla fine, invece, decisi di saltare il secondo volume e di passare
direttamente a quello che idealmente doveva essere il terzo, che è Aftermath: è quello che
mi ha “chiamata” e che avevo bisogno di scrivere, in un certo senso.
Ti rivelo anche un’altra piccola curiosità: il secondo romanzo, quello che non è mai nato, in
realtà si nasconde in tanti dettagli e tanti temi ed emozioni che sono confluiti in Aftermath.
Una scena in particolare, quella in cui racconto la prima volta in cui Manuela e Anna si
sono incontrate, viene proprio da lì.

3. Manuela, Anna, Daniela, tre donne unite da profonda amicizia e affetto. Come sei
riuscita a creare tre caratteri differenti, ma molto reali? Ti sei ispirata a qualcuno?

Mi fa molto piacere che tu le abbia apprezzate nelle loro differenze. Penso che chiunque
scriva si ispiri al mondo che ha intorno, per rendere più vivo, vero e credibile quello che
crea. Quando ero più giovane, per scrivere prendevo come riferimento una persona per
ogni personaggio: questo però, in un certo senso, rendeva un po’ più difficile sfaccettare i
protagonisti. Ora, in ognuno dei protagonisti si nascondono più persone: c’è qualcosa di
me in Manuela, in Anna, in Daniela. E in ciascuna di loro c’è qualcosa delle mie più care
amiche – Martina, Marta e Jana: è pensando a loro che ho creato questi tre personaggi.

4. I personaggi maschili non ne escono molto bene, hai voluto con questo romanzo
rendere omaggio alla forza delle donne?

Non sono completamente d’accordo, sai? Ci sono diversi personaggi maschili che
commettono degli atti orrendi – basti pensare a Lucas, il sicario che ha cercato di uccidere

Manuela, non riuscendoci. Ma spesso sono grigi. E anche le protagoniste lo sono:
Manuela stessa viene introdotta nel libro in modo molto particolare.
Di solito, quando studi come si narra una storia, ti insegnano che è importante fare in
modo che il lettore si leghi subito al tuo personaggio, che deve ispirare empatia per
qualcosa che gli succede, o per il suo carisma. Nel prologo di Aftermath, invece, ti
presento Manuela dandole il ruolo di antagonista. È un’inversione che colpisce di più
quando, iniziato il capitolo 1, ci si rende conto che quella non è davvero “il cattivo” della
storia che vivrai, ma la protagonista. Volevo che fosse chiaro fin da subito che il bianco e il
nero a volte sono punti di vista, e ho cercato di applicare questo sia ai personaggi
femminili che a quelli maschili: una lettrice mi ha detto, a un certo punto, di essersi fatta
delle domande su “per chi sto facendo il tifo in questo libro?”, dopo essersi accorta che
gesti che avrebbe ritenuto ingiustificabili se affibbiati a un antagonista le suonavano molto
più comprensibili e quasi condivisibili, se compiuti dai protagonisti.
Sulla forza delle donne, invece, ti dico assolutamente sì. Quando ero bambina leggevo
tantissime storie e nel genere che mi piaceva di più – quello delle avventure dove le vite
erano sempre sul filo – trovavo pochissimi personaggi femminili. Valeva lo stesso nei film
e nei videogiochi: spesso le donne erano solo mezzi narrativi in funzione del protagonista
maschile, o un obiettivo passivo da salvare.
Con la mia scrittura voglio raccontare le storie che avrei voluto leggere, storie di donne
che lottano, cadono, sbagliano, amano, sempre secondo i loro termini, umane ma mai
arrendevoli. Scrivo per insegnare qualcosa a me stessa, i miei personaggi sono un punto
di riferimento soprattutto per me: sono la prima ad aver bisogno di queste protagoniste e a
dover imparare dalla loro forza. Spero che possano trasmetterla anche ai lettori e ad aprire
anche ai più sordi una porta che conduca a una maggior empatia nei confronti di noi
donne: in quest’epoca ne abbiamo davvero bisogno.

5. Aftermath e’; un thriller dall’;intreccio complesso, ma così ben strutturato che il
lettore e’; invogliato ad andare avanti per conoscere cosa accadrà. Come hai
impostato lo schema per la cronologia degli avvenimenti? E come sei riuscita ad
incastrare tutto senza che ci siano buchi nella trama?

Grazie di cuore! Il segreto è prendere davvero tanti appunti. E fare un sacco di cose
strane – ma in fondo in fondo, quando siamo da soli siamo tutti un po’ strani, no?
Io, ad esempio, per Aftermath ho almeno una quarantina di pagine di appunti. Sono in
maggior parte scalette, elenchi puntati di cosa doveva succedere. A volte anche solo
emozioni, dove appunto che tipo di “colore” dovesse avere il colpo di scena, senza aver
ancora capito a che fatti veri e propri sarebbe andato a corrispondere.
E ho un bel po’ di appunti sui personaggi, per evitare di fare un macello: date di nascita,
parentele, quartiere in cui abitano.
Mi piace scrivere storie con intrecci che si sciolgono un passo alla volta, ma non riesco a
decidere tutto su due piedi. In un’intervista, Alice Sebold disse che «non so come faccia a
scrivere chi sa subito tutto della storia, io mi annoierei», e mi ci rivedo tanto. Appunto le

cose via via che vengono e le lascio sedimentare, faccio in modo che si allineino piano
piano. Ho ancora delle pagine di appunti in cui stavo scrivendo di getto diverse opzioni
che avrebbero potuto portare avanti la storia, e in cui alla fine cerchiavo quella che capivo
sarebbe stata l’ideale.
E, sulle cose strane che facciamo quando siamo da soli, sappi che mi è capitato più di una
volta di costruire dei dialoghi ad alta voce, per provare a capire come sarebbero suonate
quelle parole. C’è una scena con Daniela che chiacchiera in un bar con un altro
personaggio, ad esempio, che ho appuntato via via che immaginavo lo scambio a voce
alta, girando a vuoto per casa e interpretando entrambi i personaggi. Direi tutto bene! 😀
Insomma, penso che il “trucco”, se così si può dire, sia il tempo. Appuntare le idee, le
sensazioni che si vogliono dare, e darsi il tempo di capire come allineare le cose. Molte
bozze sono morte sull’altare di Aftermath, ma tutte le loro idee che invece potevano
funzionare sono rimaste e hanno reso possibile questo romanzo.

6. Nel romanzo Manuela ascolta spesso Elisa. Che ruolo ha la musica nella tua vita?

Grazie per averlo chiesto, perché la musica è un altro modo di aiutarsi a scrivere, per me.
Non ricordo una sola storia che non abbia avuto delle canzoni di riferimento che mi hanno
spinta nelle loro atmosfere, che mi hanno aiutata a caratterizzare il loro mondo.
In un momento in cui ho avuto difficoltà a capire come incastrare tutti gli eventi di
Aftermath, Spotify mi ha pescato una canzone di Elisa: era “Anche Fragile”. Un passaggio
in particolare, «senza tutta questa fretta mi ameresti davvero? Mi cercheresti davvero?»
mi ha folgorata, ho pensato che fosse molto calzante per uno dei temi che volevo
sviluppare nel libro. Io di solito ascolto un genere molto diverso da quello di Elisa, ma da
quel punto in poi si è rivelato un idillio che è continuato per tutto il romanzo (e che
continua ancora oggi, con mia grande gioia).
Già in Corpo Estraneo avevo citato Elisa con “No Hero” in una playlist nell’autoradio di
Manuela. Così ho deciso di omaggiare il fatto che la sua “Anche Fragile” mi avesse
sbloccata, mi avesse spinta a capire che atmosfera volevo in Aftermath: Elisa è diventata
una presenza costante del romanzo. Anche i nomi delle diverse parti in cui la storia è
divisa (“Non fa niente ormai”, “Anche Fragile”, “Tutte le vite”, “Qualcosa che non c’è”,
“Quelli che restano”, “A modo tuo” e “L’anima vola”) sono tutti titoli di canzoni di Elisa, in
realtà: ho immaginato fossero quelli della famosa playlist che Manuela tiene nella sua
autoradio. Quando ascoltiamo musica ci apriamo a noi stessi, è un momento senza
maschere: ho pensato che avere dei riferimenti alla musica che ascolta Manuela potesse
renderla più reale come persona, più completa. Siamo vivi anche e soprattutto nelle cose
piccole che ci caratterizzano.
Quindi sì, direi che la musica ha un ruolo fondamentale in quello che scrivo: mi aiuta a fare
i conti con le mie emozioni e, quando non le capisco, mi aiuta a farle uscire per rendermi
conto di cosa ho bisogno di raccontare.

E ha un ruolo fondamentale nella mia vita: mi calma, mi cura, un po’ come scrivere. Mi
succede con quella musica dove posso percepire il messaggio, “la vocazione” di chi l’ha
scritta. Forse anche per questo sono rimasta così colpita da Elisa, o per questo sono da
quasi vent’anni innamorata della musica dei Nightwish: se hai qualcosa da tramandare
con la tua musica, qualcosa che sia molto più di un “voglio essere ascoltato da tante
persone, quindi farò qualsiasi cosa serva per piacere al mercato”, allora mi interessa.

7. Ho letto che sei un’esperta di videogiochi. In futuro pensi di utilizzare queste tue
conoscenze in un romanzo?

So che suona curioso da dire, ma l’ho già fatto! Ho imparato tantissimo da alcune storie
che ho vissuto all’interno dei videogiochi, non ti sorprenderà che i cosiddetti “story-driven”
siano i miei preferiti: sono quelli che usano la forza dell’interazione per raccontare una
storia. Ho dedicato entrambe le mie tesi di laurea (sia triennale che magistrale) allo studio
dei videogiochi, alla forza e all’impatto che possono avere nel mondo reale: parte di
quell’impatto viene anche dalle storie che raccontano.
La citazione all’inizio di Aftermath, ad esempio, è di Hideo Kojima: è un famoso creatore di
videogiochi giapponese (Metal Gear, Death Stranding) e credo sia l’autore che ha avuto
l’influenza più forte sulla mia vita e su quello che scrivo. E anche lui crede fermamente nel
potere delle storie: quello che leggiamo, guardiamo o giochiamo può arricchirci. Volevo
fortemente che Aftermath lo facesse – e questo l’ho imparato dai videogiochi, perché
diversi di essi hanno avuto un impatto molto forte sulla mia vita e su quello che faccio.

8. Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi darci qualche anticipazione?

Non ho ancora piani precisi per la scrittura, sicuramente ci saranno alcune uscite che
saranno di saggistica e non di narrativa, a proposito del mio lavoro legato al mondo dei
videogiochi. E nel tempo libero finirò la ristesura di un romanzo che scrissi anni addietro,
proprio come tributo a un videogame, che renderò disponibile gratis online: lo devo alle
tante persone che lo stanno aspettando da tempo, alle quali invece ho dovuto rispondere
che mi dispiaceva, perché Aftermath mi aveva chiamata e ora aveva la priorità! Dopotutto
sono le storie che ti vengono a chiamare, per me, e non l’opposto.
E per il futuro chissà: magari scriverò per la prima volta qualcosa di completamente
diverso da questo genere (già Aftermath è molto differente dai miei libri precedenti), chi
può dirlo?

9. Ultima classica domanda: quali sono i 5 libri che porteresti con te su un’isola
deserta?

– “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson
– “Amabili resti” di Alice Sebold
– “Quel che affidiamo al vento” di Laura Imai Messina
– “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini
– “Il gene del talento” di Hideo Kojima

 

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Approfondimento Blog Tour La piantagione Walker – Claudia Brandi – Intervista all’autrice

Diamo il benvenuto nel salottino di Infinity Passions a Claudia Brandi, autrice de La piantagione Walker, primo capitolo di una serie ambientata negli Stati Uniti prima della Guerra di Secessione. 

Vi lascio alla lettura dell’intervista che mi ha gentilmente concesso.

Claudia Brandi

1) Ciao Claudia vuoi presentarti alle amiche e agli amici che mi seguono raccontando qualcosa di te?
Sono umbra d’origine ma espatriata in Francia da sette anni; vivo a Lione e sono insegnante di inglese, sposata e mamma di due gatte straviziate. Ho sempre amato scrivere e leggere ma la mia vera passione sono i viaggi (all’estero).
2) Solitamente gli scrittori sono anche lettori, cosa ti piace leggere in particolare? Hai degli autori che prediligi?
Leggo di tutto ma prediligo romanzi storici, autobiografie e saggistica. Non prediligo autori in particolare, quando compro un libro vado molto a istinto, mi baso sul titolo, la copertina e la descrizione, non guardo mai le recensioni degli altri lettori….
3) Hai scelto per il tuo romanzo un’ambientazione non consueta. Da dove parte la scelta del periodo precedente la Guerra di Secessione americana?
Ho sempre amato la storia americana e il periodo prima della Guerra Civile, sicuramente perché da bambina adoravo guardare Via col Vento e, in genere, l’Ottocento è il mio secolo di predilezione da sempre. Ci terrei anche a sottolineare una cosa  per me  molto importante: nonostante l’etichetta di romanzo storico non ho mai avuto la pretesa di scrivere storici perché non sono una storica. Quello che volevo era scrivere una storia d’amore ambientata nell’Ottocento, La piantagione Walker. è un romanzo che si situa a metà tra lo storico e il romance. Il periodo storico fa da background alla storia d’amore.
4) Hai mai visitato gli States? Che impressione ti sei fatta del popolo americano e della loro cultura? 
Visito gli States ogni anno, ogni volta un posto diverso. Ho visitato dodici stati americani finora. La loro cultura è diversa da stato a stato e dipende dalla loro storia; gli stati del sud e quelli del nord non hanno vissuto le stesse esperienze e non hanno la stessa mentalità al giorno d’oggi. In generale, adoro il popolo americano. Una parte della mia famiglia è americana: ho dei cugini in Florida e nel New Jersey. Sono i discendenti di una prozia che immigro’ in america negli anni cinquanta.
5) Via col vento, il famosissimo romanzo della Mitchell, ha un ruolo nella scelta di ambientare il tuo romanzo nel sud degli Stati Uniti del XIX secolo?
Si, come dicevo ho interiorizzato la storia e l’ambientazione di Via Col vento fin da piccola e sicuramente la passione per quell’epoca è venuta da li
6) Ci spieghi come sono nati i tuoi personaggi, la genesi e lo sviluppo?
La storia e i personaggi sono nati durante una vacanza in Louisiana nel 2021. Stavo visitando una piantagione e lì Ashley, Celia e Thomas sono apparsi nella mia mente. La primissima scena che ho scritto è quella in cui Ashley e Celia passeggiano lungo il viale della piantagione quando si incontrano e parlano per la prima volta.
7) So che La piantagione Walker è il primo capitolo di una serie di romanzi, hai già iniziato a scrivere il secondo?
Sì, il sequel è già scritto e attualmente sto scrivendo il terzo episodio. La Piantagione Walker è una saga familiare.
8) Ci puoi accennare, per stuzzicare la curiosità, qualcosa su come si evolveranno le vicende di Ashley e Celia?
Nel secondo romanzo Celia e Ashley dovranno affrontare ancora tanti ostacoli che metteranno a dura prova il loro amore. Nella seconda parte c’è un salto temporale di tanti anni e nuovi personaggi appariranno nella saga, con intrecci di storie d’amore, passione, litigi e tradimenti.
9) Oltre la prosecuzione de La piantagione Walker hai altri progetti in cantiere?
Sì, ho molte altre idee di storie d’amore ambientate nell’Ottocento. Prima o poi le scriverò! Posso anche annunciare ufficialmente che La Piantagione Walker (e i suoi seguiti) usciranno anche in francese a breve.
10) Infine l’ultima classica domanda: quali sono i 5 libri che porteresti con te su un’isola deserta?
Porterei “Jane Eyre” di Charlotte Brontë, “La ricerca del tempo perduto” di Proust, “Pelle nera, maschere bianche” di Frantz Fanon, “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, “Macbeth” di Shakespeare e un’antologia di poesie di Quasimodo e Ungaretti.

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Blog Tour Sogni in briciole – La musica come filo conduttore di una storia

 

 

Tra musica e letteratura c’è sempre stata una correlazione che risale agli albori della cultura e pur mutandosi nel tempo è giunta fino ai nostri giorni. Musica e narrazione trasmettono a chi ha la capacità di “sentire” un modo diverso di fruire l’arte. Non a caso Goethe sosteneva che la musica comincia dove finiscono le parole.

Questa liason si è intensificata nel ventesimo secolo con la nascita di generi musicali popolari, gli scrittori si sono serviti della musica sempre più di frequente nella narrativa, basti pensare ad autori come Joyce, Svevo, ecc.

Venendo a tempi più vicini a noi basti pensare a Bob Dylan che con It’s all over now baby blue ha ispirato Joyce Carol Oates e il suo Dove stai andando e dove stai, ancora Haruki Murakami che ha utilizzato il titolo di una canzone dei Beatles, Norwegian wood, per uno dei suoi romanzi più famosi. E come dimenticare Alta fedeltà di Nick Hornby?

Anche nel bel romanzo di Francesco Spada la musica ha un ruolo importante e fa da filo conduttore all’intera storia scandendo i vari momenti della vita del protagonista.

Il romanzo si apre con Jake che partecipa ai provini per un talent e si chiude come un cerchio con la finale dello stesso. In questo percorso lo vedremo sempre “innamorato” della musica in generale e della sua in particolare, nonostante le vicissitudini personali e momenti di grande sofferenza interiore, l’amore per la musica non verrà mai meno e lui troverà conforto in essa.
Gli altri personaggi, a parte Federico e Daniel che “vivono” la musica come Jake, ne sono coinvolti di riflesso pur sostenendo il loro amico e partecipando con affetto ai suoi successi.
I genitori di Jake non la vedono come un’opportunità ma un ostacolo e una perdita di tempo rispetto allo studio e alla costruzione di un futuro.
Musica che accompagna un gruppo di adolescenti nel processo di crescita portandoli sulle soglie della vita adulta.

Credo  che i versi della bellissima Music di John Miles, con cui chiudo questo articolo, siano perfetti per Jake e tutti gli amanti della musica.

Music was my first loveAnd it will be my lastMusic of the futureAnd music of the past
To live without my musicWould be impossible to doIn this world of troublesMy music pulls me through
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Intervista a Samantha Di Prizito

Diamo il benvenuto nel salottino di Infinity Passions a Samantha Di Prizito autrice de Il circo eterno pubblicato da Dark Abyss Edizioni recensito oggi sul nostro blog.

Ciao Samantha vorrei iniziare questa chiacchierata chiedendoti di presentarti e parlare un po’ di te ai nostri lettori affinché possano conoscerti meglio.

Ciaaaao!

Innanzitutto, grazie per aver speso parte del tuo tempo per questa intervista. Te ne sono molto grata!

Io sono Samantha, più semplicemente Sam. Vivo in provincia di Modena, anche se il mio cuore appartiene al Regno Unito. Leggo da quando ne ho memoria e scrivo storielline più o meno spastiche dalla tenera età di sette anni, quando mi annoiavo in fretta e mettevo insieme personaggi e situazioni sconclusionate per il gusto di farlo. Cosa mi abbia fatto cambiare idea e mettere il cuore, oltre che l’impegno, nelle mie storie, non lo so, eppure…!

Sono un’amante del tè, dell’autunno e di Halloween. Mi piace la pioggia, odio il caldo con tutta me stessa e sono mamma di tre rattini e un cagnolino. Più, madre adottiva di due micine stupende.

Nel tempo libero, quando non traduco per Dark Abyss Edizioni, leggo sia libri che manga oppure gioco alla play; a volte mi diletto nella scrittura (o meglio, nel procrastinare sui miei piani di scrittura) e nell’editing dei romanzi delle altre persone. Se proprio ho il cervello fritto, guardo anime. Fra i miei preferiti: Fullmetal Alchemist, Nana, Fruits Basket, Evangelion, Black Lagoon e Shingeki no Kyojin.

– Solitamente ogni scrittore è anche un lettore. Quali letture prediligi? Ci sono degli autori e autrici che ti hanno ispirata nel tuo percorso di scrittrice?

Partiamo dalle letture che prediligo: sono una persona molto particolare, quando si tratta di romanzi. In generale, sono fan del realismo magico, delle storie con tematiche legate alla sfera della comunità LGBTIAQ+, in quanto parte della stessa, e con tinte malinconiche e pregne di angst e tristezza. Se ci pensi, il mio libro preferito è Una Vita Come Tante, che ha spodestato malamente Il Piccolo Principe dopo anni di primato indiscusso!

Leggo spesso in lingua, sia inglese che spagnola, ma non ho un genere ben preciso. Mi accontento di tutto, tranne della letteratura erotica, quella fantasy a sfondo epic o high perché sono un po’ tinca e spesso non capisco il sistema magico o mi perdo in un bicchiere d’acqua, finendo per annoiarmi, e il romance.

Gli autorə che per me sono auto-buy sono Mathias Malzieu, Erin Morgenstern e T. J. Klune.

Per quel che riguarda autorə che possono aver ispirato il mio percorso di scrittrice, eheh. Che domanda difficile. Non penso che ce ne siano, se devo essere sincera. La mia storia nasce come ex fanfiction, quindi in realtà non ho mai pensato a lei come a un potenziale romanzo fino a boh, tre anni fa? Quattro? E a quel punto, era davvero impossibile estrapolare un paio di nomi già affermati nel mondo della scrittura. Non mi è mai piaciuto paragonarmi ad altrə scrittorə già più o meno affermatə, in quanto penso di avere ancora molta strada da fare prima di ritenermi una scrittrice vera e propria, quindi spero non ti dispiaccia se non ho ancora una risposta a questa domanda. Magari fra qualche anno e fra qualche libro in più, riuscirò a rispondere!

– Il Circo Eterno è un romanzo in cui il protagonista Evan passa da una fase iniziale di chiusura interiore a una sempre maggiore consapevolezza di sé stesso e a una crescita personale che lo trasformerà da ragazzo in uomo. Quanto è stato difficile creare un personaggio così ben strutturato?

Evan è me, ma in versione maschile. È l’insieme delle mie insicurezze, delle mie paure e dei miei difetti più grandi. Non è stato facile strutturarlo, perché lavorare su di lui ha sempre significato affrontare una parte di me che non mi è mai piaciuta.

È anche vero che Evan è solo all’inizio di questo percorso. Come dicevo brevemente in uno dei miei post, Evan è eroe e antieroe, in quanto ha un arc evolutivo che poi scivola di nuovo nella tossicità. Lui è vittima di sé stesso e in qualche modo, in questo primo volume, deve imparare ad arrendersi alle cose che non può controllare, come la giustizia divina.

Tuttavia, dal 2014, anno in cui questa storia ha iniziato a vedere la luce, il mio rapporto con Evan è cambiato. Lui continua a schifarmi ed è giusto così; io non riesco a vedermi senza di lui, non riesco a pensare a una vita in cui non ho occasione di conoscerlo. Attraverso Evan e il suo percorso, ho avuto la possibilità di conoscere meglio me stessa e lavorare su determinati aspetti di me. Senza contare il salto nel vuoto che ho fatto riguardo la mia salute mentale, appunto appoggiandomi al coraggio che Evan ha sempre dimostrato. Lui rimane un codardo di fondo, pauroso e insicuro, ma almeno ci prova, anche se fallisce o se sbaglia; non vedo perché io non possa fare lo stesso.

A oggi, fra me e lui c’è dialogo e tanto mi basta, perché si sta aprendo, si sta facendo capire e ascoltare, cosa che prima non aveva mai fatto.

Per quanto difficile affrontare questi aspetti negativi e queste debolezze attraverso Evan, è anche vero che costruirlo e scrivere di lui è semplice come respirare, perché appunto è una parte inscindibile del mio essere. Fra tutti, credo che sia il personaggio di cui mi riesce più semplice scrivere perché la sua voce è chiara e forte, soprattutto negli ultimi tempi.

– Ogni capitolo è contrassegnato nel titolo da una carta, una figura dei Tarocchi o delle carte napoletane e da un’introduzione che svolge la funzione (come il coro nelle tragedie greche), di spiegare ciò che sta per accadere. Ho trovato interessante questo escamotage narrativo. Come si è sviluppata questa idea?

Non ci sono riferimenti carte napoletane, nel mio romanzo, dal momento che non le conosco. E lo specifico sia per non fuorviare, sia perché non essendo pratica dei mazzi napoletani, non vorrei che lə lettorə si creassero aspettative che poi non vengono corrisposte o che vengono corrisposte male. Da lettrice, posso garantire che è una delle cose peggiori che possano accadere.

In ogni caso, la mia ispirazione principale è stato un mazzo di tarocchi che mi è stato regalato da una personcina speciale. È il mio mazzo di riferimento, quello che uso per fare le letture ogni tanto, che vorrei usare come trampolino di lancio per imparare nel modo giusto a leggere le stese. Si chiama Shadowscapes Tarot Deck e ha colori pastello e creature che ricordano il Piccolo Popolo; è un mazzo legato molto alla natura e al mondo animale, ma con tinte fantasy e gentili, che mi dà molto le vibes di Fantasia e Fantasia2000 della Disney. Forse non il trampolino di lancio perfetto per imparare, in quanto i disegni sono molto elaborati e pieni di dettagli, ma va bene così. A me le cose semplici non piacciono.

L’ispirazione per l’escamotage è venuta mentre stavo facendo una stesa per me stessa e alla fine ho pensato che sarebbe stato molto carino associare a ognuno dei personaggi uno degli Arcani Maggiori. Da lì, poi, si è dipanato il resto. Quello che accade in ogni capitolo è alla fin fine il centro, il cuore di ognuna delle carte. Non penso che ci sarebbe stata altra soluzione se non quella di usare il resto degli Arcani come filo conduttore del tutto. L’introduzione con le due righe è semplicemente per chi non è ferratə nel mondo dei tarocchi e la lettura degli stessi; un piccolo accenno di significato che, a mio parere, va a donare quel qualcosa in più nell’atmosfera del capitolo in sé.

Io non sono una fan del “capitolo uno”, “capitolo x” ecc. Preferisco titoli creativi, qualcosa di meno formale, che si leghi alla storia e alla vicenda. Alla fine, un libro è il prodotto finito di tanti piccoli elementi e dettagli che si legano insieme, no? Mi piace la coesione, la coerenza anche a livello grafico. Sono i dettagli che mi rimangono impressi, che mi fanno innamorare e che, a mio parere, rendono un romanzo ancora più unico.

Però devo riconoscere che questo lampo di genio sia arrivato solo a storia completa, prima che la impaginassi per pubblicarla in self, e che capire quale carta appartenesse a quale capitolo sia stata una sfida non indifferente. Una faticaccia, davvero, ma che ha ripagato soprattutto con questa seconda pubblicazione con Dark Abyss Edizioni, quando Madre Corva ha fatto la sua magia.

– I riferimenti all’antichità classica ne Il Circo Eterno sono legati alla presenza di note figure mitologiche. La mitologia sta vivendo un momento di grande successo grazie a numerosi retelling. Cosa ti ha spinto ad utilizzarla per il romanzo? Come ti spieghi questo interesse?

Ti dirò forse una cosa che ti stupirà tantissimo, ma… io odio i retelling ahah. Non mi piacciono affatto, ne leggo ben pochi e scelti, che si rifanno a miti o storie dimenticate o poco conosciute (conosci Il Lago dei Cigni? Non il cartone, bada bene. Oppure The Lady of Shalott? Ecco). La mia libreria personale ne conta forse tre, quattro al massimo.

Tutto quello che compare nel libro è lì per una ragione. Citando Mamma Corva: non esistono le coincidenze. Quando ho riscritto Il Circo Eterno per la millesima volta, dandogli poi la forma definitiva, il mio pensiero non è mai andato a “voglio scrivere di mitologia.”

L’aspetto mitologico è stato un mezzo per raccontare una storia. Mi serviva qualcuno che governasse il tempo, il caos, il destino e l’universo. Non sono ferratissima in materia di mitologia, tant’è che ho alzato le mani fin da subito specificando che mi sono presa un paio di licenze poetiche qui e là, quando si è trattato di dare forma e spessore a queste creature. Volevo dare loro un tocco mio, personale, che fosse in armonia con la storia. Perciò ho fatto quello che ho sempre fatto fin da quando scrivevo fanfiction nel fandom dei One Direction: ho preso elementi ben conosciuti, con i loro tratti principali, e li ho piegati alla mia fantasia.

Per quel che riguarda nello specifico gli aspetti del mio romanzo, di sicuro quello a cui sono più affine è il circo. Volevo infatti una storia che fosse ambientata lì, ma che portasse il lettore a sospendere le credenze, come diceva Coleridge. Per farlo, ho dovuto prendere elementi verosimili, qualcosa a cui le persone fossero legate e con cui avessero familiarità. Ecco perché si è inserito non solo l’aspetto sovrannaturale, con le anime e gli spiriti, ma anche quello della mitologia, con creature più dinamiche e più attive, se vogliamo, in grado di interagire davvero con il mondo e cambiarne le sorti.

Come vedi, a me piace sperimentare e piegare le regole, eheh.

– In questo fantasy la presenza femminile è ridottissima, per non dire inesistente. Come mai hai scelto di scrivere un romanzo “maschile”?

AHAHAHAH! Rido tantissimo perché questa è una critica/osservazione che mi ha fatto la ragazza che fece editing alla storia prima che la pubblicassi in self e un aspetto del libro che, fino a quel momento, non avevo mai notato.

In realtà non c’è un perché. Semplicemente, i personaggi si sono introdotti da soli e hanno preso la forma di individui che si identificano nel genere maschile. Io li ho lasciati fare, dando loro lo spazio e la voce di cui avevano bisogno, senza mai pormi il problema. Questa era una storia che andava raccontata al maschile, una storia in cui avrei messo alla luce le debolezze di chi viene ritenuto una roccia, sempre forte e incapace di farsi toccare dagli eventi che accadono loro attorno. Volevo mettere in luce anche questo: che non sono solo le donne a essere fragili, ma gli esseri umani nel loro complesso, a prescindere dall’identità in cui si rivedono e dai pronomi che usano. Solo che questa è una riflessione che ho fatto postuma alla pubblicazione del libro, quando ho avuto modo di lavorare sul testo con Sonia e discutere determinati aspetti e scelte.

Non mi è mai pesato, però quando ho dovuto dare questo romanzo a Emanuela e, successivamente, quando è passato nelle mani di Sonia, la mia editor, ho ripensato a quello che aveva detto la mia amica. Aumentare la presenza femminile avrebbe stravolto troppo la storia, che volevo mantenere fedele all’originale nonostante i difetti e gli eventuali punti deboli, perciò abbiamo provato a dare loro un ruolo più attivo, che risaltasse nei momenti giusti e che rimanesse impresso nella mente e nei ricordi dellə lettorə. Ci siamo riuscite, io e Sonia? Non lo so. Lo spero.

Posso dire, però, che da quel momento sto sperimentando. Ho provato a scrivere/abbozzare qualche storia inserendo un personaggio femminile come protagonista e sto cercando di giostrarmi nella sua costruzione e nel modo in cui si muove e interagisce con l’insieme. Il mio work in progress ha una presenza femminile abbastanza bilanciata, per esempio. Non posso negare che, nonostante tutto, continuo a prediligere voci narranti e punti di vista maschili a quelli femminili sia nella scrittura che nella lettura (riguardo la lettura, tra l’altro sono ben poche le protagoniste femminili che mi piacciono e che stimo).

– Ho trovato originalissima l’idea dei bottoni legata alle anime, il soprannaturale ti affascina? Credi che esista un aldilà?

Io credo nel sovrannaturale e ho avuto anche qualche esperienza in merito. Non penso di credere nell’Aldilà in senso biblico, né che ci sia vita dopo la morte inteso come un regno, una dimensione in cui si va per vivere in eterno come esseri incorporei.

Forse c’è qualcosa, c’è una dimensione sospesa dove l’energia e lo spirito rimangono in attesa, ma non posso saperlo con certezza. Sono ancora viva, dopotutto. Ti vorrei anche dire che sono curiosa di sapere cosa c’è dopo la vita, se c’è qualcosa dopo la vita, ma mentirei.

– Evan e Rian, l’amore che dura per l’eternità, perché chi si ama si ritrova sfidando le leggi del tempo. L’amore è un grande mistero. Sei riuscita a dare profondità a questo rapporto facendoci percepire le emozioni dei due giovani. È stato difficile lavorare su questo aspetto?

Sì, è stato parecchio difficile. Io sono sempre stata allergica all’amore. L’ho sempre snobbato e schifato, perché ho sempre creduto di non averne bisogno. Ora sono in una relazione stabile, felice e capisco ogni aspetto di questo sentimento, ma prima… Ahahah, prima ero Sheldon Cooper in persona, quando spruzza roba in giro per ammazzare i germi. Solo che, nel mio caso, i germi erano l’amore e il romanticismo. Ora so che è per via del mio orientamento sessuale e romantico, ma all’epoca non avevo abbastanza conoscenza in merito per sentirmi in pace con me stessa e accettare che, per certi aspetti, funziono in modo diverso rispetto gli ideali e i canoni della società e che va bene così.

È stato difficile perché comunque si trattava di un sentimento che io non volevo ascoltare, come Evan; un sentimento che temevo e che credevo di non meritare perché non lo capivo e non lo apprezzavo, al punto che mi sono autoconvinta di non volerlo e di non averne bisogno. Credo che questo rifiuto non mi abbia permesso di esplorare a fondo e come avrei voluto questo aspetto del libro. Certo, l’affetto si percepisce, l’amore e la devozione anche, ma non tocco mai più a fondo della superficie quello che l’amore rappresenta davvero per entrambi. All’epoca, l’idea mi terrorizzava e penso che si veda nel modo in cui Evan approccia la sua realtà. Però, come tutti gli aspetti difficili di questo romanzo, anche scrivere di amore mi ha insegnato tanto.

Alla fine, tu non dimostri alla tua dolce metà di amarla solo dicendo “ti amo” e tenendolə per mano o baciandolə, dico bene? Lo fai con le piccole cose, con le piccole attenzioni che dimostri ogni giorno, con la tua presenza e il tuo supporto e la fragilità che metti in mostra quando sei con ləi. Spero che al lettore arrivi almeno questo, che l’amore sarà anche un mistero e non sempre semplice, ma le piccole cose condivise e l’umiltà, il rispetto e la fragilità sono la più grande dimostrazione di fiducia e di amore esistenti.

– Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai qualche idea su un prossimo romanzo?

Qualcosa bolle in pentola, sì.

Ho un romanzo pronto, fatto e finito, a cui devo apportare ancora un paio di modifiche. A quel punto, deciderò con il suo protagonista se sarà il caso di fargli vedere la luce o meno. È un progetto a cui tengo un sacco, che chiuderebbe un arco di crescita, ma è anche molto intimo e personale e devo essere psicologicamente pronta per mostrarlo al mondo. Se possibile, è molto più fragile e intimo de Il Circo Eterno.

Ho anche un work in progress, come dicevo prima, a cui lavoro a tempo perso, ogni volta che ho occasione di aprire una finestra di dialogo con quei disgraziati dei personaggi, più difficili di Evan per via della loro dinamicità e il loro approccio alla vita (non schifano tutti e non cercano attivamente di fare danni; al contrario, vogliono fare la cosa giusta… Tu riesci a crederci?). L’idea alla base di questo progetto è già stata delineata nel dettaglio e sto cercando di legare insieme i vari aspetti, di dar loro coerenza. Sono molto entusiasta e gasata all’idea di quello che sarà il risultato finito, anche se sto lavorando per contenere quelle bestiole, che hanno capito quanto è bello plasmare la storia secondo il loro volere e non il mio.

Poi in realtà avevo un altro paio di progetti nel cassetto, ma dovrei rispolverare un mucchio di roba che al momento è dispersa nei cartoni del trasloco di sei anni fa, quando me ne sono andata in Inghilterra e ho lasciato la mia roba indietro. Quindi, invece di fare il mio dovere, traduco cose belle per Dark Abyss Edizioni e lascio che il mio partner in crime faccia memes che mi fanno piangere ed emettere versi disumani da tanto che sono belli e accurati.

– Infine l’ultima classica domanda: quali sono i 5 libri che porteresti con te su un’isola deserta?

Ah, che brutta domanda. Come chiedere a una madre qual è il preferito tra i figlioli. Oppure, nel mio caso, chiedere chi è il mio preferito fra i rattini.

Sicuro porterei la trilogia di All For The Game. Forse solo il secondo e il terzo libro, i miei preferiti. Mi stamperei anche un volume apposta con tutte le mie fanfiction preferite, per saziare il mio bisogno di angst, se devo essere onesta.

Poiii… Oh, sì! La trilogia di Micah Grey, di Laura Lam. Forse questa trilogia risponde anche alla domanda di prima: penso sia stata Laura Lam a farmi capire che potevano esserci storie di forza che nascono dalla debolezza e dalla paura, che non sempre questi sentimenti sono solo distruttivi. Penso che senza di lei, la storia di Evan non avrebbe mai preso la forma che ha preso oggi.

E penso che siano questi, i cinque libri: The Raven King, The King’s Men di Nora Sakavic e Pantomime, Shadowplay e Masquerade di Laura Lam.

Un po’ di sano trash/comfort read e una delle storie più belle, originali e rivoluzionarie che io abbia mai letto in vita mia.

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Intervista a Carmine Mari

Diamo il benvenuto nel salottino di Infinity Passions a Carmine Mari autore de Il fiore di Minerva edito da Marlin editore recentemente recensito sul nostro blog.

Buongiorno Carmine le do il benvenuto sul nostro blog.

La prima domanda che le pongo permetterà ai nostri lettori di conoscerla meglio. 

Chi è Carmine Mari e come è nata la sua passione per la scrittura?

Fin da bambino ho sempre nutrito grande curiosità verso la pagina scritta, nonostante non avessimo una libreria vera propria. Una dozzina di numeri di Storia Illustrata, qualche romanzo d’avventura pieno di orecchie, antologie scolastiche e due biografie di santi. In compenso c’erano i Tex di mio zio, dal n.1 al 100, storie rilette decine di volte: foreste, laghi, canoe indiane e posti lontani. (altro…)

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Intervista a Giuseppe Franza

Diamo il benvenuto nel salottino di Infinity Passions a Giuseppe Franza autore de I tre esorcismi di Rafilina da Torrecuso, recentemente recensito sul nostro blog.

Buongiorno Giuseppe la ringrazio per aver accettato la nostra intervista. 

Grazie a lei per il tempo dedicato al romanzo. (altro…)

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