
Con gli occhi rivolti al cielo. “Janie Stark, la protagonista del romanzo più celebre di Zora Neale Hurston, sembra un’avventuriera sospesa tra le riflessioni del femminismo contemporaneo e una dimensione ancestrale, in cui la sopraffazione di una donna nera si riflette anche nell’ecosistema, in questo romanzo vorticoso fatto di viaggi e uragani. Difficile credere che Janie sia nata ufficialmente nel 1937, l’anno in cui Their Eyes Were Watching God venne pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti, tanto sono vivide le impressioni sulla sua battaglia di vita. In un’atmosfera tesa tra l’incanto primaverile e la schiacciante realtà, Janie Stark prova a ricavarsi una nicchia che vada bene per lei e lei soltanto. Nel romanzo è una donna nera di quarant’anni intenta a raccontarsi a un’amica attraverso degli squarci nel passato. Nel tentativo di motivare le scelte che le hanno procurato il biasimo della città, Janie ricorda la scoperta della bellezza quando era un’adolescente; il primo dolore nel piegarsi alle decisioni altrui; il matrimonio infelice con un uomo che la voleva diversa; la fuga con Joe – uomo ambizioso e di sostanza, deciso a diventare qualcuno – che poi si dimostra arrogante e violento; e infine la vera primavera: l’incontro con il giovane Tea Cake, forse la sua unica esperienza d’amore. Insieme, Janie e Tea Cake attraversano il paese, si reinventano come raccoglitori stagionali di fagioli, sfidando le convenzioni e beandosi della gioia di un amore autentico. Eppure anche lui è in preda a gelosie incontrollabili e, quando un uragano li colpisce, Janie sarà costretta a decretare la fine di quella storia d’amore e a tornare alla sua vita di prima attraverso un atto violento. L’esperienza della felicità, benché perduta, le resta addosso come una presenza, come un velo. ‘Con gli occhi rivolti al cielo’ è un libro fatto di ripetizioni – tre matrimoni e tutti finiti male – e di ambizione perché, in tutte le sue giravolte, Janie è decisa a spezzare la sequenza della sua oppressione, al rischio di essere fraintesa.
RECENSIONE a cura di Clarissa De Rossi
“Naw, Ah thank yuh. Nothin’ couldn’t ketch me dese few steps Ah’m goin’. Anyhow mah husband tell me say no first class booger would have me. If she got anything to tell yuh, you’ll hear it.”
Con gli occhi rivolti al cielo racconta la storia di Janie Crawford, una donna afroamericana che durante gli anni ‘30 che affronta, nel sud degli Stati Uniti, una serie di matrimoni difficili in cerca di amore e libertà personale. Dopo due unioni sbagliate, Janie trova finalmente l’amore con Tea Cake, un uomo che la accetta e la ama per quello che è, permettendole di scoprire la sua vera identità. La trama segue il suo viaggio verso l’autodeterminazione e l’emancipazione in un’epoca in cui le aspettative sociali la limitavano fortemente per il suo essere donna afroamericana.
Personaggi e Caratterizzazione:
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Janie Crawford: La protagonista forte e indipendente, che lotta per trovare la sua voce in un mondo patriarcale. La sua evoluzione da giovane donna sottomessa a moglie libera e indipendente è al centro del romanzo.
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Tea Cake: Il terzo marito di Janie, che le offre amore e rispetto, creando un rapporto più paritario rispetto ai precedenti.
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Joe Starks e Logan Killicks: I primi due mariti di Janie, rappresentano le aspettative sociali di un matrimonio tradizionale, che però le negano l’amore e la libertà.
Temi e Sviluppo:
Il romanzo esplora diversi temi, tra cui la ricerca dell’identità femminile, il potere dell’amore, la lotta contro le convenzioni sociali e la discriminazione razziale. Un tema ricorrente è la lotta di Janie per trovare la propria voce e il suo diritto all’autodeterminazione in un mondo che tende a soffocarla. Il libro tratta dunque il tema della libertà, in contrapposizione ai ruoli oppressivi imposti da matrimonio, razza e classe sociale.

Scritto da Zora Neale Hurston nel 1937, Con gli occhi rivolti al cielo è oggi considerato uno dei pilastri del Rinascimento di Harlem, un movimento culturale e artistico afroamericano fiorito tra le due guerre mondiali. Il Rinascimento di Harlem, in cui l’opera si inserisce, fu un periodo di straordinaria creatività artistica e intellettuale per gli afroamericani, e il romanzo della Hurston, con la sua enfasi sulle dinamiche di potere, sulla cultura nera e sulla resistenza individuale, è un prodotto diretto di questo fermento culturale. Tuttavia, all’epoca della sua pubblicazione, l’opera non ricevette subito il riconoscimento che meritava. Fu solo negli anni ‘70 e ‘80, grazie al rinnovato interesse per la letteratura afroamericana e femminista, che il romanzo venne riscoperto e celebrato come un capolavoro. Sebbene il riconoscimento di questo capolavoro sia arrivato tardi, oggi il romanzo è considerato una pietra miliare per la sua capacità di dare voce e dignità a una cultura e a una lingua spesso marginalizzate.
Parte del ritardo nel suo riconoscimento può essere attribuito alle controversie intorno a Hurston stessa, sia per il suo stile di vita indipendente sia per la sua rappresentazione della cultura afroamericana, che alcuni critici dell’epoca consideravano troppo distante dalla politica razziale militante. Nonostante ciò, con il passare del tempo, l’opera ha guadagnato un’importanza cruciale nel canone letterario statunitense, venendo apprezzata per la sua rappresentazione autentica delle vite, dei sogni e delle sfide della comunità nera del sud degli Stati Uniti. L’attenzione di Hurston per la lingua e il dialetto afroamericano, nonché la sua esplorazione di temi universali come l’identità, l’amore e la ricerca della libertà, hanno contribuito a farne un testo iconico della letteratura afroamericana e della narrativa femminista.
Stile dell’Autore:
Zora Neale Hurston utilizza un linguaggio ricco e lirico, mescolando descrizioni poetiche con dialoghi in dialetto afroamericano del sud degli Stati Uniti. Nel romanzo, se letto nella sua lingua originale, si percepisce un’autenticità profonda nel ritratto del mondo afroamericano degli anni ’30.
Le donne istruite hanno un sacco di cose su cui meditare quando stanno sedute. Qualcuno gli ha spiegato a cosa devono pensare. Ma a me, poveretta, nessuno mi ha spiegato niente, e a star ferma mi sento male. Io voglio usare ogni parte di me stessa.
Zora Hurston riesce a catturare non solo i simbolismi culturali e spirituali di una comunità, ma anche la vitalità e la complessità del linguaggio collettivo che emerge attraverso i dialoghi. Il dialetto, le espressioni e i ritmi del parlato riflettono non solo le peculiarità linguistiche, ma anche un’intera visione del mondo, intrisa di storia, sofferenza e speranza. Questo linguaggio diventa quindi molto più di uno strumento narrativo: assume il ruolo di resistenza, un atto di affermazione identitaria contro le oppressioni e le gerarchie razziali imposte dalla società bianca. Attraverso il dialetto e la sua rappresentazione corale, Hurston rende visibile una cultura che, pur spesso relegata ai margini, dimostra una resilienza e una determinazione straordinarie. Questo stile conferisce autenticità e profondità ai personaggi e all’ambiente in cui vivono. La narrazione scorre tra momenti di riflessione interiore e interazioni vivide e realistiche, creando un’opera che è allo stesso tempo intimamente personale e culturalmente rappresentativa.
Era distesa sulla schiena sotto il pero, immersa nel ronzio acuto delle api, nell’oro del sole nell’ansito della brezza, quando le arrivò la voce inudibile delle cose.
Impressioni Personali:
Il romanzo colpisce per la sua capacità di raccontare una storia universale di amore e libertà attraverso il prisma della vita di una donna afroamericana in un contesto storico specifico. È una lettura potente e coinvolgente, capace di toccare temi attuali come la lotta per l’uguaglianza e l’autodeterminazione. La rappresentazione dei personaggi è vibrante e realistica, specialmente Janie, che risulta una protagonista indimenticabile.
Pro:
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Storia di emancipazione femminile straordinaria e toccante.
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Dialoghi realistici che rendono la narrazione autentica.
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Approfondimento psicologico dei personaggi, in particolare di Janie.
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Temi importanti che risuonano anche nel contesto contemporaneo.
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Stile poetico che bilancia profondità emotiva e realismo.
Contro:
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Se letto in lingua originale, il dialetto usato nei dialoghi potrebbe risultare difficile da comprendere per alcuni lettori.
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Alcuni passaggi del libro possono sembrare lenti, specialmente nelle descrizioni più lunghe.
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Il linguaggio simbolico può risultare complesso o eccessivamente elaborato per chi preferisce una narrazione più diretta.